Scuola

Proteste studenti, Salvini annuncia: “Niente bonus pubblici a chi ha in casa minorenni delinquenti”

“Bisogna togliere ed eliminare i bonus e i contributi pubblici ai maggiorenni che non si accorgono che hanno in casa minorenni delinquenti che commettono reati”. Non usa giri di parole Matteo Salvini per indicare la strada che la Lega intende intraprendere per reprimere sul nascere questi fenomeni di violenza minorile in ambito studentesco e non solo verificatisi negli ultimi giorni e culminati con le devastazioni di Milano.

Via i bonus

Il Governo on questo senso si è già mosso, con un inasprimento delle pene inserito nel decreto Sicurezza, il Decreto-Legge 22 ottobre 2026, n. 190 in materia di “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile” pubblicato tra il 22 e il 23 ottobre in Gazzetta Ufficiale.

Salvini va oltre: “Le carceri minorili vanno assolutamente ampliate – ha detto in tv ad Antenna 3, come riportato da Il Giorno – e già sono cresciuti i posti. Io andrei anche oltre. Bisogna togliere ed eliminare i bonus e i contributi pubblici ai maggiorenni che non si accorgono che hanno in casa minorenni delinquenti che commettono reati. è la proposta su cui stiamo lavorando come Lega”.

I bonus cui fa riferimento Salvini sono “la casa popolare, il bonus affitto, il bonus luce, il bonus gas, il bonus scuola, il bonus libri, la dote sport, la carta Dedicata a te”.

Le sanzioni per i genitori

L’obiettivo è responsabilizzare i genitori sul comportamento e la deriva che eventualmente stanno prendendo i figli, spingendoli a non ignorare quel che avviene nel chiuso di una cameretta e soprattutto quello che avviene poi fuori una volta usciti di casa.

Una logica già adottata dal decreto sicurezza che prevede che se un minorenne partecipa a reati commessi in gruppo o durante manifestazioni, all’esercente la responsabilità genitoriale si applica una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro. Sanzione che sale da 1.000 a 2.000 euro in caso di reiterazione. Al genitore l’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedire il fatto.

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