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Concorso scuola 2026: come cambiano i programmi da studiare con le nuove indicazioni nazionali

Il mondo della scuola è passato in poche settimane dalla convinzione che nella fase post Pnrr si fosse entrati in un momento di riflessione sul ruolo dei concorsi scuola nell’ambito del reclutamento docenti alla quasi certezza di un bando imminente in virtù delle ultime mosse del ministero.

Le previsioni sul bando

Va detto che certezze in questo senso ancora non ce ne sono, e non ci potranno essere fino a quando da parte del ministero non arriveranno comunicazioni e annunci ufficiali. Ma riviste specializzate come Tutto Scuola, Orizzonte Scuola e la Tecnica della Scuola danno praticamente per certo un bando imminente: sulla base di cosa lo sostegno? Tutto nasce dalla decisione del ministero di avviare il collaudo delle aule informatiche per i concorsi scuola e dalla revisione delle tabelle dei titoli, che ha coinvolto anche il Cspi.

Non sappiamo se il prossimo concorso scuola manterrà la formula nota con la prova scritta costituita da quiz a crocette o se il ministero eserciterà il suo diritto post Pnrr di modificarne la struttura passando a domande a risposta aperta. Potrebbe essere questa una novità così come potrebbe esserci una rivoluzione anche nei programmi d’esame, soprattutto per gli aspiranti docenti della scuola dell’infanzia e primaria. A determinare questo possibile cambiamento sono le Nuove Indicazioni Nazionali introdotte dal Decreto Ministeriale n. 221 del 2025, che segnano il superamento delle precedenti Indicazioni del 2012.

I nuovi programmi

Con l’avvio delle nuove disposizioni nell’anno scolastico 2026/2027, potrebbe infatti rendersi necessario aggiornare anche l’Allegato A del bando di concorso, ossia il documento che stabilisce gli argomenti sui quali i candidati devono prepararsi.

Una delle principali novità riguarda il maggiore rilievo attribuito alle conoscenze disciplinari rispetto a un’impostazione prevalentemente orientata alle competenze generiche. Le nuove Indicazioni valorizzano maggiormente i contenuti specifici delle singole materie, prevedendo obiettivi di apprendimento più dettagliati.

Questo orientamento potrebbe riflettersi sulle prove concorsuali, nelle quali ai candidati potrebbe essere richiesta una conoscenza più approfondita dei contenuti disciplinari e la capacità di progettare Unità di Apprendimento coerenti con i nuovi obiettivi educativi e didattici.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, i programmi potrebbero dare maggiore importanza ai Campi di Esperienza, alla progettazione delle attività educative, all’osservazione dei bambini e allo sviluppo delle relazioni sociali. Anche l’educazione alla cittadinanza potrebbe essere affrontata attraverso attività concrete, finalizzate alla collaborazione, alla partecipazione e alla costruzione di relazioni positive.

Per la scuola primaria, invece, potrebbero assumere maggiore importanza alcuni aspetti metodologici e disciplinari introdotti o valorizzati dalle nuove Indicazioni Nazionali. Tra questi figurano il recupero della scrittura manuale e del corsivo, l’informatica, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica e una maggiore attenzione allo studio delle singole discipline.

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