Cambia il sistema dei punteggi per i docenti di ruolo che hanno lavorato per alcuni anni come precari prima dell’assunzione a tempo indeterminato. A partire dalle graduatorie interne d’istituto relative all’anno scolastico 2027/2028, infatti, gli anni di servizio pre-ruolo svolti nello stesso grado di istruzione in cui il docente è attualmente titolare saranno valutati 6 punti ciascuno, esattamente come gli anni di servizio di ruolo.
I nuovi valori
L’aumento del punteggio è stato introdotto gradualmente dal contratto sulla mobilità 2025-2028. Nel 2025/2026 il valore è stato di 4 punti per ogni anno di pre-ruolo. Nell’anno scolastico in corso 2026/2027 vale 5 punti per ogni anno. A partire dal prossimo anno scolastico 2027/2028 varrà 6 punti per ogni anno.
Facciamo un esempio concreto: un insegnante di scuola secondaria di secondo grado che, prima dell’immissione in ruolo, ha lavorato per 8 anni come precario nello stesso grado di istruzione otterrà 48 punti per quel servizio, contro i 40 riconosciuti nell’anno scolastico 2026/2027.
Questo non significa che tutti gli anni di precariato valgono automaticamente 6 punti. Il punteggio pieno riguarda il servizio prestato nello stesso grado di istruzione dell’attuale titolarità. Se invece il docente ha lavorato in un grado diverso, si applicano punteggi inferiori, generalmente di 3 punti per anno oppure di 3 punti per i primi quattro anni e 2 per quelli successivi, secondo i casi previsti dal contratto.
Cosa cambia per i docenti
Cosa cambia adesso per i docenti? Chi ha molti anni di precariato nello stesso grado di istruzione vedrà aumentare il proprio punteggio nelle graduatorie interne d’istituto, utilizzate per individuare eventuali docenti soprannumerari, cioè i cosiddetti perdenti posto.
Un punteggio più alto può quindi contribuire a ridurre il rischio di essere individuati come perdenti posto in caso di riduzione delle cattedre. La novità riguarda nello specifico le graduatorie interne d’istituto e non il punteggio delle GPS, che seguono regole differenti.
