Si allarga sempre più la platea dei beneficiari della carta del docente. Dopo l’ampliamento degli aventi diritto dell’anno scorso, che ha comportato la riduzione dell’importo pro capite e il ritardo nel conferimento del bonus, adesso la Cassazione sancisce che anche gli educatori hanno diritto alla carta docente.
Cosa cambia
Il diritto a un bonus per la formazione, quindi, spetta anche al personale educativo secondo la Cassazione. Il problema sono sempre i fondi. Dopo l’ampliamento della platea dei beneficiari anche ai docenti precari, non essendo aumentato il fondo complessivo cui attingere, l’importo pro-capite è stato ridotto notevolmente dai soliti 500 euro a poco più di 380 euro. Cosa comporterà questo ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari.
Non solo: il dover individuare ogni anno i precari aventi diritto al bonus, ha comportato il ritardo nel conferimento della carta docente, solitamente erogata a fine settembre. Adesso bisogna aspettare l’inizio dell’anno solare successivo all’anno scolastico di riferimento, in modo che il ministero possa individuare i destinatari complessivi.
Adesso la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25597/2026, ha stabilito che anche il personale educativo ha diritto alla Carta del docente, nonostante svolga mansioni diverse rispetto agli insegnanti.
Che cosa è successo?
Alcuni educatori assunti a tempo indeterminato avevano presentato ricorso per ottenere la Carta del docente, il beneficio economico destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale.
Inizialmente il Tribunale aveva dato loro ragione. Successivamente, però, la Corte d’Appello, accogliendo il ricorso del Ministero dell’Istruzione, aveva negato questo diritto, sostenendo che la Carta spettasse esclusivamente ai docenti di ruolo.
La Cassazione ha ribaltato questa interpretazione.
Perché anche gli educatori ne hanno diritto?
Secondo la Suprema Corte, gli educatori, pur non svolgendo attività di insegnamento tradizionale, partecipano direttamente alla formazione e all’educazione degli studenti.
Inoltre, anche il personale educativo è tenuto a partecipare ad attività di formazione e aggiornamento professionale, come previsto dal contratto collettivo.
Di conseguenza, non esistono ragioni sufficienti per escluderlo dal beneficio economico previsto per i docenti.
Che cosa cambia concretamente?
La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello con rinvio. Questo significa che il giudizio dovrà proseguire applicando il principio stabilito dalla Suprema Corte. Non significa che tutti gli educatori riceveranno automaticamente gli arretrati.
