Scuola

Sostegno, meno nati ma più alunni con disabilità: la forbice che mette alla prova la scuola

Da una parte le culle che si svuotano, dall’altra le aule dove cresce la richiesta di inclusione. È il paradosso fotografato dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento sulle misure per il sostegno didattico, un documento che si appoggia ai dati ISTAT per mettere a confronto due curve destinate a divergere sempre più: quella demografica e quella degli studenti con disabilità.

Un calo di nascite che non si ferma

Il primo dato è quello della natalità. Nel 2025 sono nati circa 355 mila bambini, il 3,9% in meno rispetto al 2024. E il 2026 non inverte la rotta: nel primo trimestre, stando ai numeri provvisori aggiornati al 31 marzo, le nascite sono state circa 83 mila, con una contrazione del 2,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Per la scuola significa, negli anni a venire, meno iscritti e classi più piccole.

Il quadro negli istituti è l’opposto

Eppure, dentro le scuole, la tendenza va nella direzione contraria. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità, considerando tutti gli ordini e gradi, sfiorano quota 377 mila: circa 18 mila in più rispetto a dodici mesi prima, un incremento del 5%.

Ancora più eloquente è il peso relativo. Oggi questi studenti costituiscono il 4,8% del totale degli iscritti; dieci anni fa erano il 2,6%. In un decennio, quindi, la loro incidenza è praticamente raddoppiata, mentre la platea complessiva si restringe.

Perché crescono: le ragioni indicate

Il documento, rifacendosi all’ISTAT, non attribuisce l’aumento a una sola causa. Tra i fattori citati ci sono una maggiore attenzione, tra i giovani, alla diagnosi e alla certificazione delle condizioni di disabilità; una richiesta più alta di supporto da parte delle famiglie; e una sensibilità crescente del sistema scolastico verso i temi dell’inclusione. In altre parole, il fenomeno non coincide soltanto con un aumento dei casi, ma anche con una maggiore capacità di farli emergere e riconoscere.

Come si garantiscono i posti di sostegno

La relazione chiarisce poi su quali tre livelli poggia l’assegnazione dei docenti di sostegno:

  • Organico di diritto: la dotazione strutturale, definita in base ai criteri fissati dalla normativa.
  • Organico di fatto: l’adeguamento che ogni anno ricalibra le risorse sulle necessità effettivamente rilevate.
  • Posti in deroga: ulteriori posti attivabili quando il fabbisogno supera ciò che la dotazione ordinaria riesce a coprire.

È proprio la distanza tra questi livelli, con una domanda che sale mentre gli iscritti totali scendono, a rendere centrale il tema delle risorse per il sostegno nei prossimi anni.

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