Concorsi

Concorsi Pnrr: “Semplice business per chi vende corsi e pubblicazioni preparatorie agli stessi”

La fase post Pnrr consentirà finalmente al nostro Paese di gestire i concorsi scuola diversamente rispetto al recente passato, quando gli impegni con l’Europa hanno costretto a bandi ravvicinati per raggiungere il target delle 70mila assunzioni perfezionate quest’anno con l’ultimo concorso scuola Pnrr 3 da poco concluso.

Niente nuovo concorsone

Una fase criticata da Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, attore principale del tentativo di introdurre il doppio canale di reclutamento docenti che consentirebbe di affiancare le assunzioni da graduatorie a quelle da concorsi scuola che nel prossimo futuro dovrebbero essere limitati.

Difficilmente assisteremo a breve a un nuovo concorsone, più probabile che si pensi a mini concorsi mirati per graduatorie vacanti. In ogni caso, tutto deve necessariamente passare dal vaglio dell’Europa che in questo terzo step in corso deve decidere se dare o meno l’ok alla trasformazione delle Gps in Gpsr.

Da concorsi a business

Mario Pittoni spiega sulla sua pagina Facebook i “danni” fatti dalla fase Pnrr che ha portato a tre concorsi scuola ravvicinati negli ultimi anni: “Gli accordi Pnrr del precedente Governo con Bruxelles prevedevano concorsi annuali e cancellazione dell’idoneità. Voleva dire, se non risultavi vincitore, passare diversi mesi ogni anno per chissà quanto tempo per prepararsi a concorsi convertiti definitivamente in semplice business per chi vende corsi e pubblicazioni preparatorie agli stessi”.

Questa fase è finalmente alle spalle e consente agli idonei di guardare con ottimismo al futuro e alla possibilità di essere assunti in virtù degli elenchi regionali per il ruolo, momentaneo doppio canale di reclutamento come sono stati definiti da Pittoni stesso.

Tutti gli altri precari storici, sperano che a breve possa essere valorizzata la loro esperienza in anni di insegnamento come supplenti grazie alle assunzioni che sarebbero possibile dalle Gpsr con l’introduzione del doppio canale di reclutamento docenti.

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