Concorsi

Nuovo concorso ordinario scuola: cosa cambierà per struttura e titoli rispetto ai Pnrr

Alcuni sindacati parlano di un nuovo concorso ordinario in autunno, ne abbiamo già parlato in un articolo in questi giorni, mentre da fonti politiche arriva la smentita a un nuovo concorsone ordinario in programma da parte del ministero, con in programma invece mini concorsi mirati finalizzati ad assumere dalle graduatorie vacanti, portando parallelamente avanti il discorso del doppio canale di reclutamento con assunzioni da gpsr, evoluzione delle gps.

La struttura del concorso

In ogni caso, a prescindere dalla collocazione temporale del prossimo concorso scuola che prima o poi verrà bandito (Asset scuola ipotizza entro fine anno un concorso da 10-20mila posti), pur essendo nella fase post Pnrr la struttura dovrebbe essere la stessa degli ultimi concorsi scuola.

E quindi composto da prova scritta, accesso alla prova orale in base al limite numerico previsto rispetto ai posti banditi e valutazione dei titoli.

In questo senso una novità è già in programma, considerato che il ministero ha modificato la tabella dei titoli. Si tratta di una modifica contenuta in un decreto che è ancora in bozza, ma che dovrebbe essere attuato in tempo per il prossimo concorso ordinario.

La tabella di valutazione dei titoli

Quello che i sindacati assicurano, invece, è che proprio il fatto di aver messo mano alla tabella di valutazione dei titoli non va necessariamente letta come una volontà del ministero di bandire a breve un concorso. Sono due discorsi da ritenere separati.

In ogni caso, per quel che riguarda la tabella di valutazione dei titoli, i decreto non è stato ancora emanato e i sindacati non hanno ancora ricevuto l’informativa.

La necessitò di modificare la valutazione dei titoli nasce dalle recenti novità normative e dall’urgenza di chiarimenti che dovevano essere messi chiariti. Ora non resta che aspettare le prossime mosse da parte del ministero, che negli scorsi mesi aveva anticipato la volontà di bandire un concorso scuola l’anno, ma che con le ultime evoluzioni della questione legata al doppio canale di reclutamento con cui si sta ragionando con Bruxelles, potrebbe rivedere i piani almeno per quel che riguarda il 2026.

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