Il Servizio Civile può incidere molto sulle nomine GPS, ma non perché attribuisca punti aggiuntivi. Funziona come riserva di posti. Analizza la questione in un interessante articolo Tecnica della Scuola. Viene fatto l’esempio di due candidati inseriti nella stessa classe di concorso, nella stessa provincia e nella stessa fascia GPS. Uno ha un punteggio più alto, l’altro ha un punteggio più basso ma possiede il titolo di riserva derivante dal Servizio Civile.
Il funzionamento della riserva
Se, ad esempio, ci sono 100 posti disponibili, una quota fino al 15% può essere destinata ai beneficiari della riserva prevista per il Servizio Civile.
Questo significa che un candidato con punteggio inferiore può ottenere una nomina anche se davanti a lui, in graduatoria, ci sono aspiranti con più punti ma privi della riserva.
In realtà il candidato riservista non supera realmente gli altri nella graduatoria. Il punteggio resta quello originario e la posizione GPS non viene riscritta.
È durante l’assegnazione dei posti che l’algoritmo deve rispettare anche le quote di riserva. Per questo può accadere che nel bollettino venga nominato un candidato con punteggio più basso mentre un altro, con punteggio superiore ma senza riserva, non ottenga l’incarico.
Bisogna poi tenere presente che se un candidato beneficiario della riserva avrebbe comunque ottenuto il posto grazie al proprio punteggio, viene ugualmente conteggiato nella quota dei riservisti.
Per esempio, se su 100 posti la quota teorica del 15% corrisponde a 15 posti e tra i candidati già nominati per posizione in graduatoria ci sono 10 persone che possiedono quella riserva, resteranno da soddisfare soltanto altri 5 posti riservati.
La quota, inoltre, non si ricrea da zero a ogni nuovo bollettino. Va considerata sul contingente complessivo della procedura e può quindi risultare già in tutto o in parte saturata con le prime nomine.
Un vantaggio da sfruttare
Per questo il Servizio Civile può rappresentare un vantaggio concreto per chi vuole entrare nella scuola, soprattutto per i giovani che si trovano ancora nei limiti di età previsti per partecipare ai relativi progetti.
Chi conclude il Servizio Civile senza demerito può infatti acquisire un titolo che non aumenta il punteggio GPS, ma può consentire di accedere a una quota riservata di posti.
Il vantaggio non riguarda soltanto la scuola. La stessa riserva può essere utilizzata, alle condizioni previste dalla normativa, anche nei concorsi pubblici per l’assunzione di personale non dirigenziale.
E’ bene quindi tenere presente che non si viene messi davanti agli altri in graduatoria, ma si può ottenere una nomina grazie a un contingente di posti riservati anche avendo meno punti di altri candidati.
In ogni caso non si tratta di una garanzia assoluta. La riserva funziona solo nei limiti dei posti disponibili, può essere già parzialmente o totalmente soddisfatta e, tra più candidati aventi diritto alla stessa riserva, continua a contare il punteggio e l’ordine di graduatoria.
Per questo è più corretto parlare di vantaggio nella fase di nomina e non di vero e proprio “scavalcamento” in graduatoria. Della questione ha parlato anche nei giorni scorsi Mario Pittoni: “Si cercano soluzioni per superare il malumore dei docenti precari scavalcati nell’accesso ai posti dalla riserva del 15% per il Servizio Civile, misura apparentemente solo di “welfare” interno per i giovani, ma con un preciso riscontro nel quadro europeo”.