Natale potrebbe protare per docenti e personale Ata, in generale per tutto il mondo della scuola, tredicesime più pesanti. Un provvedimento che interesserebbe tutti i lavoratori dipendenti. L’obiettivo è raggiungere questo risultato entro fine anno. L’obiettivo sarebbe raggiungibile adottando una tassazione al 15% in sostituzione dell’IRPEF per i redditi più bassi. Ma allo studio ci sarebbe anche la possibilità di adottare una tassazione del 10% per una platea più ampia. In questo modo, si otterrebbe un aumento della tredicesima di diverse centinaia di euro.
La proposta
La proposta è stata rilanciata da Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia, in vista della Legge di Bilancio 2027. Osnato ha indicato due possibili scenari: imposta sostitutiva del 15% sulla tredicesima per redditi fino a 15.000 euro, con un costo stimato per lo Stato di circa 500 milioni o addirittura aliquota del 10% e soglia di reddito più alta, quindi una platea decisamente più ampia. Osnato ha però precisato che tutto dipenderà dalle risorse disponibili.
Anche ANSA conferma che la detassazione delle tredicesime è tra le proposte su cui sta ragionando la maggioranza, con le stesse ipotesi del 15% fino a 15.000 euro oppure del 10% ampliando la fascia dei beneficiari.
Già a Natale 2026?
Le stime circolate parlano di 200-500 euro, ma non significa che tutti prenderebbero automaticamente 200-500 euro in più. Per un lavoratore con reddito molto basso, ad esempio intorno a 15.000 euro, il beneficio derivante dal semplice passaggio dal 23% ordinario al 15% sarebbe tendenzialmente molto più contenuto. Gli aumenti di alcune centinaia di euro diventerebbero reali soprattutto se venisse adottato il 10% e se la misura venisse estesa a redditi più elevati.
Si farà in tempo per Natale? Sky TG24 riferisce esplicitamente questa possibilità, ma non risulta ancora deciso che l’eventuale agevolazione si applicherebbe alla tredicesima di dicembre 2026. La Manovra è ancora in costruzione e molto dipenderà dalle coperture finanziarie e dai dati sui conti pubblici attesi nelle prossime settimane.