Il tema del precariato nella scuola resta strettamente legato al sistema di reclutamento e alla presenza di migliaia di posti che, pur essendo disponibili, continuano a essere coperti attraverso contratti a tempo determinato. A richiamare l’attenzione sul problema è Marcello Pacifico in un’intervista a Orizzonte Scuola, che individua nel sostegno, nel personale ATA e nel mancato utilizzo pieno dei posti vacanti alcuni dei nodi principali.
“Abbiamo una situazione sempre più disastrosa“, afferma Pacifico, soffermandosi innanzitutto sulla crescita dei posti in deroga nel sostegno.
Secondo Pacifico, il fenomeno avrebbe ormai raggiunto dimensioni tali da superare lo stesso organico stabile. “Oggi l’organico dei posti in deroga, in realtà per più anni dati alle scuole, supera l’organico di diritto“, sottolinea.
Il confronto numerico mostra una forte presenza di personale assunto con contratti a termine proprio sul sostegno.
“Quindi abbiamo più di 130.000 supplenze su posti in deroga rispetto a 120.000 docenti di ruolo su posti di sostegno“, prosegue Pacifico.
Il nodo delle assunzioni ATA
Il problema del precariato non riguarda soltanto i docenti. Pacifico richiama anche la situazione del personale ATA e il numero di assunzioni effettuate rispetto ai posti dichiarati vacanti.
“Ancora una volta il personale ATA è stato assunto soltanto sul 30% dei posti vacanti certificati dallo Stato“, sostiene.
Una situazione che entrerebbe in contrasto con le stesse regole previste dall’ordinamento italiano.
“Stato che va pure contro le proprie norme, perché le norme italiane prevedono che se un posto è vacante e disponibile deve essere dato al ruolo“, aggiunge.
La vertenza europea
Di fronte a questa situazione, Pacifico ritiene necessario continuare anche sul piano giudiziario e comunitario, richiamando le contestazioni già mosse all’Italia in materia di lavoro a termine.
“Quindi l’unica cosa da fare è insistere a livello giuridico, a livello di vertenza in Europa affinché l’Europa sanzioni il nostro Paese, visto che è stato dichiarato inadempiente“, afferma.
Non va dimenticata la procedura europea relativa alle differenze di trattamento tra lavoratori precari e personale stabilizzato.
“E visto che c’è una procedura di infrazione, proprio ancora questa di recente nel 2024, avviata proprio per la disparità di trattamento ancora tra personale precario e di ruolo“, continua Pacifico.
La proposta del doppio canale
Accanto alla strada giudiziaria, c’è anche una possibile soluzione normativa. Per Pacifico occorre intervenire sul sistema di reclutamento introducendo un meccanismo capace di utilizzare maggiormente le graduatorie dei precari.
“Certamente, per prevenire l’abuso dei contratti a termine sul personale docente è importante anche fin dai prossimi mesi approvare una norma di legge che preveda un doppio canale di reclutamento“, spiega.
L’obiettivo sarebbe consentire assunzioni sui posti effettivamente disponibili quando le altre graduatorie utilizzate per le immissioni in ruolo risultano esaurite.
“Per assumere tra i precari e per le supplenze, su posto comune, su posto di sostegno laddove le graduatorie sono esaurite, sul 100% dei posti disponibili“, aggiunge Pacifico.
La proposta dovrebbe inoltre essere estesa anche agli altri profili della scuola: “Così come anche per il personale ATA e i DSGA“.