Mentre si guarda al futuro, cercando di risolvere o quantomeno arginare la questione del precariato nel mondo della scuola con le richiesta dei sindacati che vanno dalla trasformazione dell’organico di fatto in quello di diritto al doppio canale di reclutamento, si può anche guardare al passato.
Le richiesta di risaricimento
Perché secondo i sindacati, quello che ha interessato finora i docenti precari può essere oggetto di risarcimento. Il riferimento è alla condizione dei precari storici del comparto pubblico, di cui fanno parte naturalmente anche i dipendenti della scuola. Secondo Anief, l’abuso di contratti a termine di cui molti di loro sono stati “vittime”, darebbe diritto alla richiesta di un risarcimento da parte dello Stato.
Una quantificazione sommaria, considerato che andrebbe valutato caso per caso, consente già di ipotizzare che i docenti precari della scuola che sono supplenti da oltre 10 anni avrebbero diritto a un risarcimento che partirebbe da qualcosa come 50 mila euro.
Un dato significativo e che fa riflettere da un doppio punto di vista: innanzitutto dal punto di vista dei precari stessi, che in caso di risarcimento simile vedrebbero parzialmente compensati anni di incertezze, instabilità economiche e professionali. E poi una valutazione che andrebbe fatta anche da parte dello Stato, perché se davvero si arrivasse a dover risarcire i precari con somme simili, lo Stato dovrebbe iniziare a valutare seriamente la convenienza di continuare a non stabilizzare i docenti.
La quantificazione del danno
Al momento infatti i precari costituiscono un notevole risparmio da parte dello Stato, se si considera che costano annualmente dieci mensilità a fronte delle dodici da corrispondere ai docenti di ruolo. Ma se si arrivasse a dover risarcire con cifre simili, ecco che il risparmio per lo Stato evaporerebbe, rappresentando al contrario un esborso non da poco, in attesa di un riconoscimento per chi supera i 24 mesi di precariato.
Anief spiega che: “Ai docenti supplenti – ricorda Marcello Pacifico – mancano in busta paga gli aumenti legati alle fasce stipendiali, le ferie non godute a mai monetizzate, il risarcimento per abuso di contratti a termine, la Carta dei docenti, il salario accessorio, la Retribuzione professionale docente, mentre al personale Ata viene sottratto il CIA. Complessivamente, un precario storico, anche se finalmente nel frattempo è entrato in ruolo, presentando alcuni ricorsi, supportato dai legali del nostro sindacato potrebbe ottenere quasi una seconda liquidazione. E recuperarla non è impossibile”.