Precari scuola: ministero condannato a risarcire 9mila euro per contratti a termine nonostante posti liberi

Alla vigilia del nuovo anno scolastico, che sarà ancora una volta caratterizzato dal ricorso a un elevato numero di supplenze, la giustizia interviene laddove ancora non si muove il legislatore. Il riferimento è a tutti quei supplenti che lavorano per anni nella scuola senza essere assunti stabilmente, anche quando esistono cattedre libere sulle quali potrebbero essere immessi in ruolo. Non c’è ancora una legge o una sentenza di tribunale che imponga di trasformare il contratto a tempo determinato in contratto a tempo indetemirnato dopo i 36 mesi di servizio, ma il risarcimento viene sempre più spesso concesso.

L’obiettivo è contrastare i principali due effetti negativi ch questa situazione detemrina: il primo riguarda gli alunni, perché la continua sostituzione dei docenti impedisce una vera continuità didattica. Il secondo riguarda le casse pubbliche, perché quando un giudice riconosce che l’amministrazione ha usato troppo a lungo contratti temporanei, lo Stato può essere obbligato a pagare un indennizzo.

Il caso dell’Abruzzo

In Abruzzo un insegnante ha ottenuto dal Tribunale di Vasto un risarcimento di 8.958,36 euro. Il motivo è che, secondo la decisione del giudice, il docente non era stato stabilizzato nonostante ci fossero posti liberi e utilizzabili per la sua classe di concorso.

Il tribunale ha ritenuto che quel lavoratore fosse stato danneggiato da un ricorso eccessivo alle supplenze. Non si trattava, quindi, di una semplice mancata assunzione, ma di una situazione in cui la pubblica amministrazione avrebbe potuto procedere diversamente, perché i posti esistevano.

La posizione del sindacato

Il sindacato Anief, attraverso Marcello Pacifico, interpreta il caso come parte di un problema più ampio: l’Italia, secondo questa posizione, non avrebbe dato piena attuazione agli obblighi europei sulla tutela dei precari.

Quando un docente lavora per anni su posti realmente disponibili, la reiterazione delle supplenze può diventare illegittima. Per il sindacato, dopo un certo periodo di servizio, in presenza di cattedre vacanti, dovrebbe scattare la stabilizzazione.

Pacifico sostiene quindi che i ricorsi possono portare risultati concreti per i lavoratori, perché in diversi casi i tribunali riconoscono un danno economico ai supplenti rimasti precari troppo a lungo. Il tutto dopo che in merito alle assunzioni da GPS sui posti comuni è arrivata la sentenza della Corte europea che accelera il doppio canale di reclutamento.