In questi giorni, probabilmente già dalla fine di questa settimana o al massimo dall’inizio della prossima, prenderà il via il secondo turno di pubblicazione dei bollettini relativi alle nomine Gps 2026. Un turno particolarmente atteso se si considera che conterrà una serie di nuove disponibilità che entreranno a far parte delle assegnazioni da parte dell’algoritmo che quest’anno torna indietro anche per i docenti che non hanno ottenuto incarichi al precedente turno.
Le procedure degli uffici scolastici
Si andrà avanti così, e questo comporta che i turni saranno più profondi e probabilmente a scorrimento più lento rispetto al passato, ma dal punto di vista della coerenza e del rispetto dei diritti degli insegnanti dovremmo assistere a un netto miglioramento rispetto al passato.
Qualche giorno di pausa tra un bollettino e l’altro e fisiologico, dal momento che gli uffici scolastici devono provvedere a integrare prima del prossimo turno rettifiche e integrazioni, sempre possibili in autotutela da parte dell’Ufficio Scolastico.
Per questo non è possibile indicare con certezza una data sicura di avvio, né per tutti gli uffici scolastici ma nemmeno per i singoli. Indicazioni sì, in questo senso si parla della fine di questa settimana o al massimo dell’inizio della prossima. Quando si comincerà allora? Ogni ufficio scolastico inizierà nel momento in cui avrà un numero consistente di disponibilità. Naturalmente questo secondo bollettino si presenta come più complicato dal punto di vista numerico, mentre man mano che si procederà con i bollettini la procedura sarà sempre più snella.
I nuovi posti disponibili per le nomine
Quali posti verranno inseriti nel secondo bollettino come nuove disponibilità dopo il primo bollettino? Verranno inserite mancate prese di servizio, part-time, aspettative e congedi richiesti dopo il 1° settembre, assegnazioni provvisorie interprovinciali tardive, posti sostegno in deroga. Quello che dovrebbe diminuire, nei prossimi mesi, dovrebbe essere il numero di reclami da parte dei docenti che fino allo scorso anno ritenevano di essere stati esclusi ingiustamente dal momento che venivano considerati rinunciatari involontari per sedi non espresse.