Graduatorie, Gps e supplenze

Nomine attribuite a docenti con punteggio notevolmente più basso o posizione inferiore: ecco perchè

Dopo il primo turno di assegnazione delle supplenze, come inevitabile, gli uffici scolastici stanno ricevendo numerose segnalazioni da parte docenti coinvolti che segnalano in diversi casi di nomine attribuite a un docente con punteggio notevolmente più basso o posizione inferiore rispetto al proprio.

I docenti scavalcati

Una situazione che gli uffici scolastici stessi hanno ampiamente messo in preventivo e che si verificano puntualmente ogni anno, questo non fa eccezione, e non c’entra il nuovo algoritmo con meccanismo di ripescaggio pensato per tornare indietro.

I motivi più comuni che possono portare a nomine di docenti con punteggio inferiore rispetto a quelli che li precedono e che restano a bocca asciutta sono da ricercare nella maggior parte dei casi in assegnazioni a candidati che beneficiano di una precedenza di cui alla Legge n. 104/1992.

Non vanno dimenticati poi i candidati “riservisti”, beneficiari della Legge n. 68/1999, del D. L. 66/2010, del D. L. 44/2023 convertito in Legge n. 74/2023, tutelati dalla riserva nel rispetto del limite previsto dall’art. 5/1 del D. P. R. 3/1957. A confondere spesso i docenti coinvolti che “subiscono” questo genere di sorpasso, il fatto che i diritti di precedenza e riserva non possono essere diffusi nel rispetto della normativa vigente sulla privacy.

La novità dal secondo bollettino in poi

Detto questo, il fatto che l’algoritmo sia “nuovo” in qualche modo inciderà inevitabilmente sui meccanismi di nomina, ma non può aver avuto alcun impatto né sul bollettino zero riservato alla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, gestiti da un bollettino a parte, né sul primo bollettino per il quale l’algoritmo ha operato come al solito.

Le vere novità si vedranno invece dal secondo bollettino in poi: in questo caso, infatti, l’algoritmo riprenderà in considerazione i docenti che non hanno ottenuto un incarico nel primo bollettino, provando a conferire loro una nomina nel caso in cui le scelte che hanno fatto nell’ambito delle max 150 preferenze lo consentano.

Cosa cambia? Che fino all’anno scorso l’algoritmo non tornava indietro e li considerava rinunciatari, anche se involontari, per sedi non espresse. Da quest’anno invece il novo algoritmo con sistema di ripescaggio torna indietro e li considera dal secondo bollettino in poi per incarichi residui e disponibilità sopravvenute.