Davvero la nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia non incide in alcun modo sui diritti degli altri docenti di ottenere una supplenza in base al loro punteggio in graduatoria? E’ una questione che è stata posta già lo scorso anno, in concomitanza con l’introduzione della continuità didattica su richiesta delle famiglie, e che si riproporrà inevitabilmente anche quest’anno. In attesa del pronunciamento del Tar di maggio che potrebbe mettere in discussione tutto l’impianto normativo in seguito al ricorso presentato dai sindacati in merito alla presunta illegittimità della procedura di conferma.
I prossimi passaggi
Questione che quest’anno diventa ancora più centrale in virtù del nuovo algoritmo con sistema di ripescaggio che consentirà ai docenti di non risultare rinunciatari per sedi non espresse come accaduto fino all’anno scorso. Una novità che se possibile dà ancora più forza a sindacati e docenti nel sottolineare la necessità di rispettare i punteggi in graduatoria nell’assegnazione degli incarichi.
Proprio l’algoritmo, dallo scorso anno, si arricchisce dell’ulteriore fase riservata alla continuità didattica sul sostegno con il bollettino zero, che opera entro il 31 agosto e consente di verificare la nominabilità dei docenti destinatari di richiesta di conferma da parte delle famiglie. Entro fine mese i dirigenti scolastici riceveranno tutte le richieste da parte delle famiglie, poi partirà l’iter di verifica di chi ha diritto e chi no.
Dopo una prima disponibilità di massima non vincolante, i docenti dovranno ufficializzare la propria disponibilità con la domanda per le max 150 preferenze.
Le criticità
Se tutte le condizioni ci saranno, il docente destinatario di continuità può essere confermato anche per un incarico annuale fino al 31 agosto, a prescindere dalla tipologia di contratto precedente, anche con spezzone orario.
Secondo Anief, intervenuto a Orizzonte Scuola, “questa procedura presenta criticità. In particolare, può penalizzare altri docenti, inclusi quelli non specializzati o con maggiore anzianità di servizio, che verrebbero scavalcati nelle graduatorie. Per questo motivo, viene spesso considerata una soluzione non strutturale al problema della continuità, che invece richiederebbe un incremento dei posti in organico di diritto e una maggiore stabilizzazione del personale.”
