Sostegno

Il parodosso della continuità sul sostegno: si può ottenere la conferma ma non seguire lo stesso studente

Uno dei paradossi della norma sulla conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia, oltre al fatto che possono ottenere la conferma anche insegnanti privi di specializzazione sul sostegno, sta anche in un altro aspetto della norma che dopo lo scorso anno si sta verificando anche quest’anno. Lo spiega oggi Orizzonte Scuola.

La continuità sullo studente

Il riferimento è al fatto che i docenti destinatari di continuità, che hanno ottenuto la conferma da parte della famiglia, l’hanno confermata con la domanda per le max 150 preferenze e poi hanno ottenuto il posto, possono anche essere confermati nella stessa scuola ma non necessariamente continuare a seguire lo stesso alunno.

La continuità didattica di cui parla la norma, infatti, fa riferimento alla presenza dell’insegnante nello stesso istituto, e quindi non necessariamente al riottenere l’affidamento dello stesso alunno dell’anno precedente. Cosa però che crea un evidente corto circuito nel momento in cui si pensa che tutto è nato dalla richiesta della famiglia dello studente.

Che vantaggio ha tratto infatti la famiglia dello studente dall’aver richiesto continuità didattica se poi il docente la ottiene ma è presente nella scuola ma non segue più lo stesso ragazzo? Sono le conseguenze della necessità di dover assecondare anche le esigenze dell’istituto che deve fare i conti anche con le esigenze concrete come quella di assegnazione dei docenti ai plessi.

Il senso della conferma

La continuità didattica va quindi intesa non necessariamente sul singolo alunno, anche se tutto nasce da lì, ma come figura stabile della scuola in oggetto. E così può capitare che un docente abbia fatto domanda per una continuità didattica per 16 ore con un ragazzo, viene nominata e confermata da bollettino zero per la continuità ma nel momento in cui prende servizio scopre di avere solo una parte di quelle ore con quel ragazzo e altre con altri studenti per non spezzare le cattedre.

Un aspetto di cui si dovrà tenere necessariamente conto nei prossimi anni, per capire se il senso di questa norma sulla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie viene mantenuto anche nel momento in cui si verificano queste circostanze.