Nei giorni della pubblicazione dei primi bollettini per le nomine valide ai fini del conferimento degli incarichi a tempo determinato per il prossimo anno in vista dell’avvio della scuola per i docenti, ci sono anche insegnanti che devono fare i conti con il nuovo sistema di sanzioni inasprito dal ministero con l’ordinanza che regolamenterà le Gps biennali fino al 2028, in attesa della prossima ordinanza.
Le esclusioni
L’inasprimento delle sanzioni comporta l’esclusione dal conferimento degli incarichi per due anni, cioè per la vigenza dell’intero periodo delle graduatorie, al contrario di quanto avveniva prima, con sanzioni limitate all’anno scolastico di riferimento.
Ma quali alternative ci sono per i docenti che si “macchiano” di questa colpa (abbandono o rinuncia all’incarico)?
La rinuncia a una supplenza attribuita da GPS, se da un lato porta a incorrere nella sanzione prevista dall’articolo 15 dell’ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, dall’altro non opera sulle scuole paritarie.
Bisogna però considerare che le sanzioni valgono per tutte le nomine, anche quelle che arriveranno con i turni successivi di nomina mediante bollettini successivi al primo, di fatto quelli che operano fino alla fine dell’anno solare in corso.
Soluzioni alternative
I rinunciatari volontari (da non confondere con i rinunciatari involontari per sedi non espresse, che non incorrono in sanzioni e che da quest’anno non vengono nemmeno abbandonati dall’algoritmo che torna indietro e li valuta come candidabili nei turni successi per eventuali disponibilità sopravvenute) non potranno presentare la domanda per le max 150 preferenze in estate la prossima estate, dopo la riapertura degli elenchi aggiuntivi alle gps che riaprono negli anni intermedi di vigenza delle graduatorie.
Chi incorre in sanzioni può però accettare supplenze temporanee attribuite tramite graduatorie di istituto (le max venti scuole per classe di concorso scelte in fase di presentazione della domanda di aggiornamento /inserimento nelle GPS) e interpello.