Graduatorie, Gps e supplenze

Disponibilità algoritmo GPS 2026/27: le scuole stanno comunicando all’ufficio Scolastico le cattedre e gli spezzoni ancora vacanti

In vista dell’avvio dell’algoritmo entro la fine della settimana, preceduto dal bollettino zero riservato ai docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, sono in corso le ultime operazioni da parte delle scuole e degli uffici scolastici utili a consentire la predisposizione delle cattedre per il prossimo anno.

Nello specifico, è la procedura che consente la costruzione delle disponibilità che entreranno nell’algoritmo GPS 2026/27. Una delle novità più importanti di quest’anno, introdotta dall’ordinanza per le supplenze che sostituisce fino al 2028 il regolamento, non ancora varato, prevede che prima di assegnare le supplenze, l’Ufficio scolastico debba cercare di mettere insieme gli spezzoni rimasti liberi, anziché lasciarli necessariamente separati.

L scuole comunicano tutti i posti liberi

In questi giorni ogni scuola deve dire all’Ufficio scolastico quali disponibilità ha effettivamente per tutto l’anno o fino al termine delle attività didattiche. Un passaggio fondamentale in vista dell’avvio del nuovo algoritmo con nuovo sistema di ripescaggio, altra grande novità dell’ordinanza che ha preceduto l’aggiornamento biennale delle graduatorie a febbraio-marzo. Questo passaggio è fondamentale ocnsiderato che l’algoritmo stesso può operare unicamente in base a ciò che l’Ufficio scolastico ha caricato come disponibile.

Procedura che interessa anche la continuità sul sostegno, dal momento che è fondamentale prima verificare che il posto sul quale dovrebbe essere confermato il docente sia effettivamente disponibile.

Normali nomine GPS e continuità sul sostegno

Prima dell’ordinario turno GPS devono essere definite le conferme dei docenti di sostegno richieste dalle famiglie. Prima le scuole comunicano i posti, poi scatta la verifica conferma sul sostegno, a quel punto si passa alla definizione delle disponibilità residue e all’avvio dell’algoritmo GPS ordinario.

Ed è proprio qui che si inserisce anche il cosiddetto “bollettino zero”, cioè la simulazione utilizzata per verificare quali conferme sul sostegno siano effettivamente realizzabili.

La vera novità sono i “posti-orario”

Una delle novità rispetto agli ultimi anni entra in gioco nel momento in cui residuano, ad esempio 6 ore nella scuola A, 6 ore nella scuola B, 6 ore nella scuola C. Se sono compatibili territorialmente e secondo i criteri previsti, l’Ufficio può unirle e creare un posto-orario da 18 ore.

Quindi nell’algoritmo non ci sarebbe necessariamente tre spezzoni da 6 ore, ma si potrebbe trovare sostanzialmente una disponibilità equivalente a: 6 + 6 + 6 = 18 ore assegnata allo stesso docente. Il principio è simile a quello delle cattedre orario esterne.

Se non si arriva a 18 ore, possono essere accorpate ugualmente. Per esempio: 6 ore scuola A + 5 ore scuola B = 11 ore.

L’algoritmo potrebbe quindi attribuire un posto-orario di 11 ore. Il docente riceverebbe una supplenza di 11 ore e conserverebbe il diritto al completamento fino all’orario massimo previsto.

Quindi l’obiettivo del Ministero è abbastanza chiaro: evitare di distribuire tanti piccoli contratti a persone diverse quando è possibile costruire incarichi più consistenti. Questo riguarda anche gli spezzoni fino a 6 ore, ed è probabilmente uno degli aspetti più interessanti della norma.

Gli spezzoni inferiori a 7 ore hanno una gestione particolare perché, in determinate condizioni, possono essere restituiti alle scuole per essere attribuiti come ore aggiuntive ai docenti già in servizio.

Ma la nota ministeriale dice che, dopo la fase delle restituzioni, gli spezzoni inferiori a 7 ore che rimangono nella disponibilità dell’Ufficio possono concorrere alla formazione dei posti-orario.

Per esempio potrebbero rimanere 5 + 5 + 4 + 4 = 18 ore e, se compatibili, diventare un unico posto-orario. Quindi non bisogna pensare che “uno spezzone di 5 ore non arriva mai all’algoritmo GPS”. Dipende da quello che accade nelle fasi precedenti e dalla possibilità di aggregarlo.

I limiti geografici

Non possono mettere insieme ore sparse senza limiti.

Per la costituzione dei posti-orario vengono richiamati i criteri utilizzati per le cattedre orario esterne. Inoltre, per il completamento del docente, rimangono i limiti indicati dalla disciplina delle supplenze, in particolare massimo tre scuole e due comuni, oltre naturalmente al limite dell’orario settimanale del relativo grado.

Quindi, per esempio, non dovrebbero costruire una cattedra assurda da 18 ore dividendola fra quattro o cinque istituti molto distanti.

Per la primaria, quando le scuole comunicano le ore disponibili, devono indicare solo le ore di insegnamento curricolare, senza aggiungere inizialmente le ore di programmazione. Questa novità potrebbe cambiare parecchio la lettura delle disponibilità provinciali.

Se oggi un docente vede, per esempio, 40 spezzoni, non significa necessariamente che al momento dell’algoritmo ci saranno ancora 40 incarichi distinti. L’Ufficio scolastico potrebbe accorparne diversi e trasformarli in un numero inferiore di posti-orario più consistenti o addirittura completi.

Ed è anche il motivo per cui, fino alla pubblicazione delle disponibilità definitive utilizzate dall’algoritmo, i conteggi dei posti possono ancora cambiare parecchio.

Per un aspirante GPS, in linea generale, è una novità favorevole soprattutto a chi punta a ottenere un incarico con molte ore, perché l’obiettivo dichiarato è proprio ridurre le supplenze da poche ore e costruire il maggior numero possibile di incarichi pieni.