I prossimi bandi di concorso per la scuola potrebbero essere riservati solo alle graduatorie vuote. E’ questa la strategia che potrebbe consentire di svuotare le graduatorie compensando i danni fatti dai tre concorsi scuola ravvicinati negli ultimi anni imposti dal Bruxelles all’Italia nell’ambito degli accordi presi per il Pnrr, e che hanno comportato la necessità di assumere 70mila docenti tramite selezione a crocette.
I vincitori Pnrr3
Un impegno dal quale, finalmente, l’Italia sta per liberarsi con l’assunzione dell’ultima tranche di vincitori di concorso Pnrr, quelli del Pnrr 3 a settembre 2026. Anche se ci sono altri vincitori del Pnrr 3 che dovranno aspettare i prossimi anni per essere assunti, considerato che sono stati messi a bando con l’ultimo concorso nell’ambito degli accordi con Bruxelles più posti di quelli necessari per perfezionare il target assunzionale, sia rispetto a quelli che si potevano assumere già a settembre 2026.
Il diritto dei vincitori a essere assunti, in ogni caso, non verrà meno e non ha scadenza. Nel frattempo però il ministero e il governo potrebbero ottenere dall’Ue il via libera a modificare le strategie assunzionali, allentando il vincolo con i concorsi e attingendo dalle gps premiando così merito e servizio. I concorsi continuerebbero a essere banditi, anche per dare la possibilità a chi perfeziona ex novo i requisiti per insegnare di giocarsi le proprie chance. Ma potrebbero essere limitati a bandi mirati, da utilizzare solo dove nelle graduatorie non ci sia più personale con le caratteristiche richieste.
Il doppio canale di reclutamento
Verrebbero nel frattempo sospesi o limitati i nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone lo scorrimento. Prenderebbe così vita il doppio canale di reclutamento docenti, auspicato da docenti, sindacati e una certa parte politica, ampliando quanto viene già fatto in maniera limitata con il sostegno che beneficia di scorrimento prima fascia gps e mini call veloce per assunzioni provinciali e interprovinciali, ma solo su posti residui dalle immissioni in ruolo (e da quest’anno dagli elenchi regionali per il ruolo).