Docenti con tre anni di servizio: hanno diritto alla stabilizzazione automatica o al risarcimento?

La soglia del raggiungimento dei tre anni di servizio ingenera ancora un po’ di confusione per quel che concerne i diritti dei docenti precari. I tre anni di servizio rappresentano sicuramente una soglia significativa e importante, che però al momento non garantisce alcuna tutela legale, nonostante sia stata indicata anche dall’Europa come un confine oltre il quale i diritti dei precari dovrebbero essere maggiormente tutelati.

La soglia delle tre annualità

Al momento però il fatto di aver lavorato per tre anni come docente precario non dà automaticamente diritto all’assunzione a tempo indeterminato, nemmeno se tutti e tre gli anni sono stati svolti nella stessa scuola e il docente è già abilitato.

Nessuna normativa sancisce un diritto per il docente che gli consenta di dire: “ho tre annualità di servizio, allora devo essere assunto in ruolo”. Per entrare stabilmente nella scuola statale bisogna comunque passare attraverso i canali di reclutamento previsti dalla normativa, come concorsi, graduatorie o eventuali procedure straordinarie.

Il discorso dei tre anni di servizio può avere importanza per accedere a determinate procedure o per possedere specifici requisiti, ma non trasforma automaticamente un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato.

Diversa è invece la questione della reiterazione dei contratti a termine. Se un docente è stato assunto per diversi anni consecutivi con contratti precari, può valutare, in presenza dei presupposti previsti dalla legge e dalla giurisprudenza, un’azione giudiziaria.

La stabilizzazione automatica

In questo caso, però, l’obiettivo non è necessariamente ottenere direttamente il ruolo. Si può chiedere il risarcimento del cosiddetto “danno da precariato”, sostenendo che l’amministrazione abbia utilizzato in maniera illegittima una successione di contratti a termine.

Nonostante le richieste dei sindacati e le sollecitazioni di Bruxelles e dei giudici, tre anni di precariato in Italia non significano stabilizzazione automatica, mentre una lunga successione di contratti può eventualmente aprire la strada a una richiesta di risarcimento.

Anche in questo caso, però bisogna valutare caso per caso: non basta infatti semplicemente contare gli anni lavorati. Bisogna verificare quali contratti sono stati stipulati, la loro durata, su quali posti si è lavorato e la successione degli incarichi.

Al momento in base alla normativa che disciplina la scuola italiana un docente abilitato che ha lavorato tre anni, anche nella stessa scuola, non viene assunto automaticamente in ruolo. Può però verificare se la propria situazione consenta di contestare l’abuso dei contratti a termine e chiedere un eventuale risarcimento.