La carenza di insegnanti di sostegno continua a essere molto grave nonostante i tanti specializzati e i nuovi Corsi Indire che consentono l’ottenimento del titolo con formula abbreviata, per chi ha tre anni di servizio o specializzazione estera. Tra le tante zone in Italia in difficoltà, la provincia di Venezia è una di quelle con la situazione più critica. Ci sarebbero 291 posti vacanti sul sostegno, mentre gli studenti con disabilità nelle scuole statali veneziane sono oltre 3.500.
In attesa della mini call veloce
Il problema riguarda soprattutto la scuola primaria. Per le elementari sarebbero stati autorizzati 217 posti, ma le graduatorie non permetterebbero di coprirli tutti: molti degli aspiranti presenti risultano infatti già assunti o comunque non concretamente disponibili. A questo punto si spera di recuperare personale attraverso la Mini Call veloce, procedura interprovinciale che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) partire a breve e che consente agli specializzati inseriti nella prima fascia GPS di candidarsi sui posti rimasti liberi in altre province. Se anche questa strada non dovesse bastare, le scuole potrebbero essere costrette ad affidarsi alle normali supplenze, anche a docenti non specializzati.
La questione più delicata, però, riguarda gli OSS, gli operatori socio-sanitari. In Veneto vengono utilizzati da anni nelle scuole per assistere gli alunni con disabilità che hanno bisogno, per esempio, di aiuto nelle attività igieniche e nell’assistenza personale.
Il sindacato Cisl Scuola denuncia però un possibile problema: le ore di sostegno didattico non dovrebbero essere ridotte perché l’alunno è seguito anche da un OSS. Le due figure hanno infatti funzioni completamente diverse.
Il ruolo degli Oss
Il docente di sostegno è un insegnante a tutti gli effetti: partecipa alla programmazione educativa, lavora sull’apprendimento e sull’inclusione dell’alunno e collabora con gli altri docenti della classe. L’OSS, invece, svolge principalmente attività di assistenza alla persona. Non può quindi sostituire il docente di sostegno.
La contestazione nasce proprio da questo: secondo la Cisl Scuola veneziana, in alcuni casi la presenza dell’OSS e il numero delle sue ore verrebbero considerati nel momento in cui si stabiliscono le ore del docente di sostegno. Se ciò comportasse una riduzione delle ore didattiche assegnate all’alunno, il sindacato ritiene che la pratica potrebbe essere contestata anche davanti a un giudice.
Dietro questa emergenza ci sono poi problemi più generali: non ci sono abbastanza docenti specializzati, i percorsi universitari non riescono ancora a soddisfare completamente il fabbisogno e molti insegnanti che lavorano al Nord cercano successivamente di trasferirsi verso altre regioni, anche a causa del costo elevato degli affitti.