Il doppio canale di assunzione dei docenti punta a permettere l’ingresso in ruolo non soltanto ai vincitori dei concorsi, ma anche a una parte degli idonei, cioè a coloro che hanno superato tutte le prove senza rientrare nel numero dei posti messi a bando.
Due tipi di immissioni in ruolo
Nei concorsi finanziati attraverso il PNRR, il principio iniziale era molto rigido: venivano assunti soltanto i vincitori, mentre gli idonei restavano esclusi anche in presenza di posti vacanti. Questa impostazione derivava dagli accordi presi durante il governo Draghi con la Commissione europea, con l’obiettivo di assumere circa 70 mila docenti entro giugno 2026 attraverso tre procedure concorsuali.
La proposta di legge S545 vorrebbe modificare questo sistema creando due vie per le immissioni in ruolo. Una parte dei posti continuerebbe a essere destinata ai vincitori dei concorsi, mentre un’altra quota potrebbe essere assegnata agli idonei attraverso lo scorrimento delle graduatorie. In questo modo si potrebbero coprire più rapidamente le cattedre vacanti, ridurre le supplenze e stabilizzare docenti che hanno già dimostrato di possedere le competenze richieste.
Al momento questa proposta è ferma in Parlamento da circa tre anni e non è mai stata calendarizzata per l’esame. Secondo il presidente di ANIEF, Marcello Pacifico, il blocco sarebbe legato soprattutto agli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del PNRR. Modificare le modalità di reclutamento mentre il Piano è ancora sottoposto a rendicontazione avrebbe potuto creare problemi con Bruxelles.
Il confronto con l’Unione Europea
Nel frattempo, però, sono state introdotte alcune aperture. ANIEF rivendica il mantenimento delle assunzioni dalla prima fascia GPS sostegno, la possibilità di destinare agli idonei dei concorsi PNRR una quota pari al 30% dei posti e la creazione di elenchi regionali aggiuntivi per gli idonei dei concorsi banditi dal 2020. Da questi elenchi resterebbero però esclusi, almeno per ora, gli idonei del concorso straordinario bis.
Queste misure rappresentano dei passi avanti, ma non costituiscono ancora il vero doppio canale. Si tratta infatti di interventi parziali e limitati, mentre la proposta S545 introdurrebbe un sistema strutturale e stabile per utilizzare gli idonei nelle assunzioni.
Secondo Pacifico, ora potrebbe esserci uno spazio politico per riaprire il confronto con l’Unione europea e approvare la riforma. Le possibilità indicate sono due. La prima consiste nell’accelerare il normale iter parlamentare della proposta di legge. La seconda, più veloce, sarebbe inserire le norme sul doppio canale in un decreto-legge, in modo da renderle applicabili già dalle prossime immissioni in ruolo.