Il doppio canale non basta, con l’attuale formulazione i precari temono di restare in coda per anni

Si pensa al doppio canale di reclutamento come alla panacea di tutti i mali, ma questo nuovo strumento di assunzione pensato per superare il precariato e la supplentite può avere molte forme. Quella che verrà discussa dopodomani, 29 luglio in Senato non soddisfa i precari, che anzi temono possa condannarli a restare in coda per anni.

La richiesta del Coordinamento

Si tratta della ripresa della discussione del DdL S. 545 Bucalo sul doppio canale di reclutamento. Il Coordinamento Docenti Precari sottolinea l’appuntamento ma allo stesso tempo non si ritiene soddisfatto dell’attuale formulazione. Per questo, viene avanzata la richiesta che la 7^ Commissione Cultura del Senato emendi l’art. 1 del DdL.

Se il decreto infatti venisse confermato con l’attuale formulazione, le assunzioni da GPS avverrebbero solo sui “posti vacanti e disponibili non coperti dalle ordinarie immissioni in ruolo”.

Significherebbe che per i precari storici i tempi di stabilizzazione si allungherebbero notevolmente. Perché questo non avvenga, sarebbe necessario un emendamento che preveda che le assunzioni da GPS avvengano sul 50% dei posti vacanti e che il restante 50% delle disponibilità sia destinato invece alle graduatorie concorsuali.

Non bastano i posti residui

E’ la richiesta del Comitato Docenti Precari in vista dell’appuntamento di metà settimana. Il doppio canale di reclutamento non è sufficiente se non è formulato nella giusta maniera.

Quello della senatrice Bucali, prevede che le assunzioni da GPS siano limitate ai soli posti residui delle graduatorie concorsuali. Solo così ci sarebbe coerenza con il principio del doppio canale di reclutamento introdotto dall’allora ministro dell’istruzione Sergio Mattarella. L’obiettivo è instaurare un equilibrio tra il canale concorsuale e quello delle graduatorie.

Probbailmente questo sarà l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, da settembre si potrà ricominciare a ragionare sulle possibilità di reclutamento del post Pnrr che dovrebbe consentire maggiore margine di manovra allo Stato Italiano in ambito scolastico per l’assunzione dei docenti.