Inutile negare che si stanno creando grandi aspettative attorno al nuovo algoritmo per le supplenze che verrà sperimentato quest’anno dopo la decisione del ministero di introdurre il nuovo sistema di ripescaggio che va incontro alle richieste formulate da anni da sindacati e docenti convinti di essere stati penalizzati e scavalcati da colleghi con punteggio inferiore in quanto rinunciatari involontari per sedi non espresse.
I turni successivi di nomina
Quest’anno nessuno dovrebbe essere lasciato indietro, almeno stando alla presentazione fatta dal ministero del nuovo algoritmo che prenderà il via da fine agosto, con la parte preliminare riservata dallo scorso anno al bollettino zero per le conferme sul sostegno su richiesta della famiglia.
Quello che non cambierà sarà il meccanismo in base al quale l’algoritmo procederà con successivi e continui turni di nomina fino a quando non sarà in grado di assegnare tutti i posti che si rendono disponibili entro il 31 dicembre, anche se il relativo bollettino verrà pubblicato a gennaio.
A quel punto, però, l’algoritmo si fermerà e non avrà più effetto sui posti che si liberano dal 1° gennaio in poi. Quelli sono incarichi che verranno assegnati direttamente dalle scuole attraverso le graduatorie d’istituto e con termine l’ultimo giorno di lezione. In questo senso farà fede la data stabilita dal singolo calendario regionale.
I posti di sostegno in deroga
Il calendario quest’anno conferisce una collocazione particolare alle nomine considerato che il primo turno dovrebbe completarsi entro il 31 agosto, che quest’anno però cade di lunedì. L’obiettivo del ministero è fare in modo, come lo scorso anno, che la maggior parte dei turni, soprattutto quelli che assegneranno il maggior numero di incarichi, possano essere completati entro l’avvio delle lezioni.
C’è però da mettere in conto che proprio il nuovo sistema di scorrimento potrebbe impattare sullo scorrimento delle GPS rendendo la procedura più lenta, proprio per il ripescaggio che includerà a ogni turno un numero di maggiore di docenti rispetto al passato non lasciando fuori nessuno.
Come sempre, le disponibilità sopravvenute andranno a rendere più consistenti i turni man mano che dovessero manifestarsi. E’ una meccanismo che dovrebbe coinvolgere posti soprattutto su sostegno in deroga.
