Accettare solo alcune ore di supplenza: conviene comunque accettare la cattedra intera, non solo gli spezzoni

Fare la scelta giusta nell’ambito delle 150 preferenze può fare la differenza nell’ottenimento del giusto incarico in vista del prossimo anno scolastico. Proprio in quest’ottica viene spesso sottovalutata la possibilità di ricorrere alla richiesta di cattedra intera anche per chi vuole lavorare come supplente per poche ore.

L’opzione part time

Lo spiega Orizzonte scuola, sottolineando come i docenti interessati a lavorare poche ore non devono tralasciare la possibilità di richiedere comunque la cattedra, per poi ricorrere al part time. La strategia di accettare una cattedra intera per poi richiedere in un secondo momento il part-time si può rivelare particolarmente strategica, addirittura migliore rispetto alla richiesta dal primo momento dei soli spezzoni che potrebbe rivelarsi limitativa.

La prima idea di strategia da parte di chi ha bisogno di lavorare a orario ridotto è quella di ricorrere alla richiesta di nomina solo su spezzoni.

Ma questo significa rinunciare a tutte le cattedre intere disponibili, che potrebbero poi trasformarsi in part time. Opzionare unicamente gli spezzoni inevitabilmente restringe il ventaglio di opzioni possibili.

Le disponibilità sopravvenute

L’algoritmo ha infatti in questo modo meno opzioni da valutare nell’assegnazione degli incarichi. La strategia migliore è allora quella di accettare la cattedra intera per poi, dopo la presa di servizio del 1° settembre, presentare domanda di part-time.

Una volta ottenuto il via libera alla richiesta di part-time, le ore non più coperte dal docente non vanno perse. Considerato che la quota residua dell’incarico diventa disponibilità sopravvenuta per le successive operazioni di nomina. Ne beneficerà quindi chi è ancora in attesa di supplenza.

In questo modo si mantiene il diritto a lavorare per poche ore, ma avendo a disposizione un ventaglio di opzioni maggiori rispetto allo spezzone.