In attesa di capire se la contrattazione della parte normativa del rinnovo del contratto scuola fino al 2027 darà i risultati sperati, per la questione dei buoni pasto sponsorizzata in particolare da sindacati come Anief, si muove autonomamente il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) che propone al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di istituire un fondo dedicato ai buoni pasto del personale scolastico.
Le pause oltre le sei ore
Una proposta che consentirebbe di andare oltre la sola pausa oltre le sei ore per il personale ATA. Si arriverebbe in questo modo a garantire il ticket pasto anche ai docenti che si recano a scuola per le attività pomeridiane obbligatorie.
La proposta del CNDDU è di creare un “Fondo nazionale per il servizio sostitutivo di mensa nelle istituzioni scolastiche” che sarebbe introdotto da una norma primaria, finendo nel contratto del comparto Istruzione e Ricerca.
Avrebbero diritto al ticket pasto coloro i quali svolgono servizio nelle giornate effettive oltre le sei ore, con pausa realmente fruita. Non sarebbero riconosciuti cumuli, monetizzazioni o corresponsioni durante ferie e assenze.
Il buono pasto sarebbe un beneficio anche del personale ATA che ne beneficerebbe in base al piano delle attività. I docenti invece lo otterrebbero nei giorni in cui si recano a scuola per lavorare a scrutini, esami, formazione o altre convocazioni formali oltre l’orario di lezione.
I fondi necessari
Il Coordinamento ha anche prospettato al ministero i costi potenziali di questa misura: su circa 210mila unità ATA, per una media di sette euro per 120 giornate annue, sarebbe necessario avere a disposizione 176,4 milioni di euro.
Includendo i docenti, invece, che sono 250mila, su trenta giornate di effettiva permanenza prolungata, bisognerebbe stanziare altri 52,5 milioni. Questo fa salire il totale a un totale di circa 228,9 milioni annui, lo 0,4% degli stanziamenti 2026 per l’istruzione scolastica.
Per trasformare la proposta in realtà, servirebbe un interventi in legge di bilancio, comprensivo di indirizzo del Governo e contrattazione con l’ARAN. A meno che non si trovi una soluzione già oggi nell’ambito della discussione per il rinnovo del contratto scuola.
