Il prossimo 22 luglio nuovo incontro all’Aran per discutere nuovamente della parte normativa del contratto scuola. Dopo la firma dello scorso primo luglio sulla parte economica, che garantirà ad agosto aumenti e arretrati ai docenti e al personale Ata, è il momento di completare il rinnovo di contratto valido fino al 2027, con alcune questioni che impatterebbero indirettamente sulle buste paga del personale docente e Ata.
Bonus da 1500 euro l’anno
Secondo Anief, sindacato in prima linea tra quelli convinti della necessità di garantire questo diritto anche al personale scolastico, assicurare i buoni pasto ai docenti e Ata consentirebbe di aumentare il proprio potere di acquisto rispetto allo stipendio attuale di ulteriori 1500 euro annui a testa. Oltre cento euro in media al mese che costituirebbero un ulteriore indiretto aumento di stipendio da andare a sommare a quelli garantiti dai recenti rinnovi di contratto arrivati in rapida successione come mai prima era accaduto.
A dare man forte al sindacato nella trattativa con il ministero il fatto che il mondo della scuola è di fatto rimasto l’unico della pubblica amministrazione cui ancora viene negato questo diritto.
“I lavoratori della scuola non sono figli di un dio minore – spiega Pacifico – hanno le stesse responsabilità, i medesimi doveri e quindi anche uguali diritti rispetto agli altri dipendenti pubblici”. La richiesta è chiara: inserire i buoni pasto nella sezione normativa del CCNL 2025-2027, mettendo fine a un’esclusione che riguarda circa 850mila tra insegnanti e personale ATA.
Un risparmio di 200 milioni annui
Al momento il ticket per il pasto è assicurato al 95% del personale della pubblica amministrazione. Continua a restare fuori da questa cerchia il mondo della scuola, cosa che consente allo Stato di risparmiare ogni anno 200 milioni di euro.
Proprio la questione economica sarà quella da risolvere per arrivare a un’intesa che consenta di garantire questo bonus a docenti e Ata che superano un certo numero di ore di lavoro giornaliere, in media sei.
“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo ancora di più oggi – conclude Pacifico – i buoni pasto sono al primo posto tra le richieste pervenute per via telematica dai lavoratori”.
