Appello politico-sindacale dei docenti precari storici contro il modo in cui viene gestita la scelta delle 150 preferenze per le supplenze, a circa un mese dalla presentazione delle domande che serviranno per l’assegnazione delle supplenze da fine agosto in poi con algoritmo rinnovato (nuovo sistema di ripsecaggio), all’assegnazione delle conferme sul sostegno su richiesta delle famiglie e all’assegnazione delle cattedre per via straordinaria mediante scorrimento prima fascia gps sostegno (a livello provinciale) e mini call veloce (inteprovinciale) su posti residui dopo i nuovi elenchi regionali per il ruolo.
Scelte al buio
Secondo il Coordinamento Docenti Precari, i docenti vengono chiamati a scegliere scuole, comuni o distretti quando il quadro dei posti disponibili non è ancora completo. Non è una novità, ma forse proprio per questo la situazione è ancora più grave. Sono ancora in corso assegnazioni provvisorie e altri movimenti del personale, quindi chi compila la domanda non saprà davvero quali cattedre resteranno libere. “Da anni assistiamo a una situazione che si ripete puntualmente: la scelta delle 150 preferenze viene anticipata in un periodo in cui sono ancora in corso le assegnazioni provvisorie e altri movimenti del personale”.
Per questo la procedura viene descritta come una scelta “alla cieca”. Il docente deve decidere dove candidarsi, magari incidendo sulla propria vita familiare e lavorativa, senza avere tutte le informazioni necessarie. Da qui l’immagine forte della “roulette russa amministrativa”: non perché ci sia casualità totale, ma perché l’esito può dipendere anche da posti che emergono dopo, da disponibilità non ancora note e da scelte fatte senza un quadro completo.
Il Coordinamento Docenti Precari insiste poi su un aspetto umano: molti precari hanno lavorato per anni nella scuola, spesso cambiando sede, provincia o regione. Non chiedono, secondo l’appello, un trattamento di favore, ma trasparenza, rispetto e pari dignità. Il messaggio è: chi ha garantito il funzionamento della scuola non può essere lasciato ogni anno nell’incertezza.
Urge il doppio canale di reclutamento
C’è poi una richiesta più ampia: non solo correggere la procedura delle 150 preferenze, ma riaprire con decisione il tema del doppio canale di reclutamento. In pratica, il Coordinamento chiede un intervento legislativo urgente per dividere le assunzioni: 50% dai concorsi e 50% dalle GPS.
La parte finale è chiaramente rivolta alla politica. Soprattutto vicino alle scadenze elettorali, non bastano promesse o dichiarazioni di solidarietà: servono atti concreti. Il Decreto Legge viene indicato come lo strumento immediato per dare una risposta ai precari storici.
La procedura attuale delle 150 preferenze viene percepita come ingiusta perché costringe i docenti a scegliere senza conoscere tutti i posti disponibili.Per sanare questa situazione servirebbero più trasparenza nella fase delle supplenze e una riforma del reclutamento che valorizzi anche l’esperienza maturata nelle GPS.
