C’è scetticismo attorno agli elenchi regionali per il ruolo, nuovo canale straordinario di assunzione di vincitori e idonei di concorsi scuola degli anni passati (per quest’anno restano fuori quelli del pnrr 3 per questioni di tempistiche, rientreranno dall’anno prossimo) che potrebbe togliere spazio a scorrimento prima fascia gps e mini call veloce.
L’importanza degli elenchi regionali
E che, soprattutto, non garantisce a livello numerico assunzioni sufficienti per far parlare di svolta. Lo sa anche Mario Pittoni, che però invita a considerare le implicazioni che questo nuovo canale di reclutamento potrà avere per l’immediato futuro: “Ovviamente gli Elenchi regionali non risolvono il problema del precariato dei docenti. Ma senza Elenchi regionali non potremmo procedere verso il doppio canale di reclutamento, in quanto Bruxelles non voleva saperne di graduatorie ad esaurimento per gli idonei Pnrr e, senza graduatorie di merito per tutti gli idonei Pnrr (limitandoci cioè al 30% dei posti a bando per i primi tre anni), il doppio canale al quale lavoriamo si svilupperebbe monco. Un vero doppio canale non può infatti non tener conto di tutte le graduatorie”.
I prossimi step
Una precisazione doverosa da parte del responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, già presidente della commissione Cultura al Senato, che spiega quali saranno i prossimi passi da compiere per arrivare ad affiancare il canale delle assunzioni da graduatorie a quello dei concorsi che si è ormai dimostrato inadeguato e insufficiente: “Ora resta solo da convincere l’Europa sulla conversione delle GPS in Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR), oltre a spingere per l’azzeramento del differenziale di spesa tra ruolo e supplenza (hanno le stesse responsabilità) all’origine del fenomeno della supplentite”.
Proprio il notevole risparmio economico tra i due tipi di contratto a tempo determinato e indeterminato (a cominciare dai due stipendi in meno di luglio e agosto da erogare) rappresenta un ostacolo notevole al superamento del precariato a alla stabilizzazione di un numero sufficiente di precari nella scuola italiana.