Prosegue l’analisi dei sindacati in seguito a responso della mobilità docenti 2026-2027, interessante in vista della imminente procedura di immissioni in ruolo docenti per settembre 2026, ma anche dell’assegnazione delle supplenze mediante algoritmo che vedrà il suo prologo con il bollettino zero a fine agosto dedicato alla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie.
Le procedura di immissioni in ruolo e supplenze
Oltre alle immissioni in ruolo previste fase straordinarie di assunzioni, quest’anno arricchite con gli elenchi regionali per il ruolo riservati a idonei e vincitori di concorsi scuola, seguiti poi da scorrimento prima fascia gps a livello provinciale e mini call veloce a livello interprovinciale (su posti residui per fasi successive l’una alle altre).
I dati elaborati dai sindacati circa gli esiti della mobilità mettono in evidenza che ci sono oltre 12mila cattedre vuote in Lombardia, una situazione che contribuisce a creare un allarme sostegno alla primaria,
In Lombardia restano scoperte 12.104 cattedre per l’anno scolastico 2026/2027 dopo i recenti movimenti del personale scolastico. Secondo i dati elaborati dalla Cisl Scuola sui prospetti del Ministero dell’Istruzione, una quota molto rilevante riguarda il sostegno, con 4.553 posti vacanti.
I problemi alla scuola primaria
La provincia più interessata da questo fenomeno è Milano, dove mancano 4.297 docenti. Seguono Varese con 1.007 posti liberi, poi Bergamo e Brescia, entrambe intorno al migliaio di disponibilità. Numeri consistenti si registrano anche a Como, Mantova, Pavia e Monza, mentre le carenze più contenute riguardano Cremona, Lecco, Sondrio e Lodi.
Il settore più in difficoltà è la scuola primaria, che da sola concentra 6.163 posti vacanti, pari a circa la metà dell’intero fabbisogno regionale. In questo ordine di scuola pesa soprattutto la mancanza di docenti di sostegno.
In alcune province il dato è particolarmente marcato: a Bergamo l’85% dei posti da coprire alla primaria riguarda il sostegno, mentre a Brescia, Cremona e Varese la percentuale supera il 70%. A livello regionale, il 60% delle cattedre vacanti nella primaria è legato proprio al sostegno.
