Cattedre deserte al Nord e almeno 50mila in deroga su sostegno: è emergenza in vista di settembre

Lo scenario che si prospetta in vista del prossimo anno scolastico racconta, al di là della storica e ormai strutturale supplentite che costringerà a fare ampio ricorso al personale precario, di cattedre deserte al Nord che renderanno difficile un avvio di anno scolastico agevole e ordinato, con gli studenti a pagarne le conseguenze.

I trasferimenti al Sud

Ad acuire una situazione che si prospettava tale già prima, l’ingente numero di trasferimenti di tanti docenti verso il Sud verificatosi in occasione dei recenti esiti di mobilità dei giorni scorsi.

Una situazione che rende ancora più urgente il ricorso a uno strumento di assunzioni che integri quello rivelatosi ormai insufficiente dei concorsi. Il pensiero va immediatamente al doppio canale di reclutamento, strumento di cui si parla da anni ma che adesso, con la fine degli impegni Pnrr presi con l’Europa, potrebbe trovare nuovo spazio.

Con la conclusione del Pnrr 3, infatti, la scuola italiana potrebbe essere più libera di operare entro margini di manovra meno vincolati dagli obblighi con l’Ue, che hanno costretto a tre concorsi scuola ravvicinati. In occasione dell’ultima Legge di Bilancio, il Governo ha anche approvato un decreto con cui si limita a fermare o quantomeno limitare lo strumento dei concorsi scuola, in modo da valutare la possibilità di assumere da graduatorie.

Le cattedre in deroga sul sostegno

In questo modo, si garantirebbe l’applicazione del merito nei confronti di quei docenti che da anni operano in classe senza avere stabilità a dispetto di un’esperienza accumulata nel tempo.

A far deflagrare questa necessità l’esito della mobilità che ha sancito 59.500 trasferimenti con decorrenza 1° settembre 2026, lasciando oltre 47 mila cattedre rimaste vacanti. Un numero impressionante, cui si aggiungono quelle in organico di fatto, senza dimenticare quelle in deroga di cui almeno 50mila su sostegno.

Il risultato finale è che da settembre ci saranno in cattedra oltre 150 mila supplenze, includendo anche migliaia di cattedre orario. La soluzione è il doppio canale di reclutamento, che consenta l’assunzione diretta da Gps per tutte le classi di concorso, oltre che per il sostegno.

Stabilizzazione dei precari 36 mesi

Ma non basta: si deve pensare anche all’abolizione dei posti oggi collocati in organico di fatto per istituirne altrettante di diritto. Sull’Italia, non lo dimentichiamo, incombe la direttiva europea che stabilisce non solo il risarcimento, ma anche l’immissione in ruolo dopo 36 mesi di servizio anche non continuativo.