Qualche giorno fa si è conclusa la prima fase della conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia. Dal mese di giugno, infatti, non è più possibile manifestare al dirigente scolastico la volontà di esercitare questo diritto introdotto per la prima volta lo scorso anno e confermato anche per il 2026.
L’accettazione vincolante
Ricordiamo che la richiesta della famiglia è solo la prima fase di un lungo iter che procede per tutto il mese di giugno, e che culmina in due fasi decisive: la prima a fine luglio con al presentazione della domanda per le max 150 preferenze contenente la sezione riservata alla conferma sul sostegno, vincolante per i docenti che intendono accettare.
E poi a fine agosto, con il bollettino zero che dovrà verificare la nominabilità dei docenti destinatari di conferma. Nel frattempo però i sindacati sono già in possesso dei primi dati circa questa procedura, dal momento che Anief spiega come un terzo dei supplenti sono anche quest’anno stati confermati dalle famiglie, compresi i docenti non specializzati.
Il problema, sempre secondo il sindacato, è che una cattedra su due continua a essere assegnata agli insegnanti precari. Per questo viene chiesto lo sblocco delle immissioni in ruolo in modo da riuscire a coprire con contratti a tempo indeterminato tutti i posti.
La continuità didattica
In particolare, il pensiero va ai posti al momento collocati in organico di fatto ma a tutti gli effetti vacanti e privi di titolare. Se la norma del docente di sostegno confermato dalla famiglia è nata per assicurare la continuità didattica agli studenti, questi ulteriori interventi sarebbero risolutivi ancor più della norma stessa.
L’obiettivo per i prossimi anni, soprattutto dopo la fine della fase Pnrr che sta per iniziare con la conclusione del Pnrr 3 (in pubblicazione le graduatorie dei vincitori e degli idonei che però quest’anno non potranno partecipare agli elenchi regionali per il ruolo) è quello di avviare un piano nazionale di stabilizzazione di docenti di sostegno. L’obiettivo è coprire gli oltre 100 mila posti liberi in modo da garantire il diritto allo studio di oltre 350 mila alunni con disabilità al momento affidati a insegnanti precari e spesso non specializzati.
I precari con 36 mesi di servizio
Anief chiede di immettere in ruolo tutti i supplenti che da anni lavorano su posti in deroga, anche in applicazione della direttiva europea 70/99 che comporta l’assunzione a tempo indeterminato di chi ha svolto almeno 36 mesi di supplenze, dopo il riconoscimento del risarcimento.