Gli esiti della mobilità docenti 2026 in vista del prossimo anno scolastico, sia per quel che riguarda i movimenti autorizzati siaa per quel che concerne le cattedre rimaste vacanti in seguito ai movimenti stessi, aprono nuovi scenari in vista del prossimo anno scolastico, aspettando naturalmente l’ufficialità delle autorizzazioni di contingente da parte del Mef in vista del prossimo anno scolastico.
Le sedi rimaste disponibili
Le pubblicazioni degli Uffici scolastici in base alle sedi rimaste disponibili evidenzia un dato che deve far riflettere: restano molte cattedre vacanti al Nord, una situazione acuita dai trasferimenti di tanti docenti verso il Sud. Lo sottolineano i sindacati analizzando i dati e i report degli uffici scolastici, e in particolare Anief evidenzia come queste statistiche rendano ancora più urgente il ricorso al doppio canale di reclutamento.
Ma non solo: il sindacato sottolinea anche la necessità di provvedere all’indennità per gli insegnanti collocati fuori sede e l’urgenza di garantire trasporti agevolati con sconti fiscali anche per vitto e alloggio. Insomma tutte questioni di cui si discuterà, unitamente alla questione dei buoni pasto, in occasione dei prossimi incontri all’Aran finalizzati a sottoscrivere la parte normativa del rinnovo del contratto scuola dopo la firma sull’ipotesi della parte economica che dovrebbe essere ufficializzata a breve, garantendo aumenti e arretrati al personale scolastico, possibilmente già a luglio (ma servirebbe la firma entro giugno).
Non solo doppio canale di reclutamento
Il dato di fatto al momento è che sono stati autorizzati 59.500 trasferimenti in vista del prossimo anno scolastico, che hanno comportato oltre 47 mila cattedre rimaste vacanti. Numeri già impressionanti, ma va aggiunto anche il numero delle cattedre in organico di fatto e quelle in deroga che includono almeno 50mila su sostegno.
Il risultato finale è che il prossimo anno scolastico sarà all’insegna della supplentite. E’ da facili profeti immaginare che saranno assegnate oltre 150 mila supplenze annuali, incluse le migliaia di cattedre orario. Per questo i sindacati spingono per il ritorno al doppio canale di reclutamento, al momento limitato al sostegno con lo scorrimento della prima fascia. Ma anche l’assunzione diretta da Gps per tutte le classi di concorso e l’abolizione dei posti collocati in organico di fatto, trasformandole in cattedre esclusivamente di diritto. Senza dimenticare la necessità di applicare la direttiva europea che impone la stabilizzazione, oltre che il risarcimento, dei precari con 36 mesi di servizio anche non continuativo.