Quasi 4mila posti in meno nel prossimo triennio nella scuola italiana nell’organico complessivo per quel che riguarda le cattedre di potenziamento. I tagli nello specifico saranno 3.917 e verranno distribuiti nell’arco dei prossimi tre anni.
La riduzione delle cattedre
E’ il risultato della programmazione triennale degli organici docenti messa a punto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La tendenza non cambierà rispetto a quanto sancito in passato. Se per i posti comuni non ci saranno sostanziali variazioni, per i posti di potenziamento il contingente continuerà il suo grafico discendente. Il motivo è che il ministero considera questi posti meno necessari in virtù della riduzione degli studenti nei prossimi anni connessa al calo demografico.
Fino al prossimo anno scolastico 2028-2029, dunque, assisteremo a una progressiva riduzione delle cattedre del potenziamento introdotte con la legge 107 del 2015.
Già a partire dal prossimo settembre, assisteremo a un calo fino a 48.795 unità delle cattedre di potenziamento, partendo dalle 50.202 attuali, inerenti l’anno scolastico in corso.
I posti dell’organico dell’autonomia
Poi si proseguirà anche negli anni successivi fino ad arrivare a una riduzione complessiva di 3.917 posti di potenziamento rispetto all’organico del 2025-2026. Nel periodo 2026-2027/2028-2029, la riduzione arriverà a 2.510 posti.
Non ci saranno invece contrazioni nei posti comuni. Per quel che riguarda invece i posti comuni dell’organico dell’autonomia non ci saranno modifiche sostanziali.
Il ministero punta a contenere la spesa andando a tagliare i rami secchi, e in questo momento vengono considerati tali i posti di potenziamento. Questo comporterà un calo dell’organico complessivo sotto quota 661 mila, in virtù dei tagli all’intero organico dell’autonomia. La riduzione complessiva sarà di 3.917 posti complessivi nell’arco del triennio.