Una laurea magistrale biennale abilitante per la scuola di infanzia, senza passare dal test Scienze formazione primaria. Lo chiedono secondo Orizzonte Scuola i laureati L19, proponendo in questo modo una modifica del sistema di accesso all’insegnamento per la scuola di infanzia.
Il percorso attuale
Al momento per i laureati in Scienze dell’educazione L-19 è necessario avere a che fare con il test di Scienze della formazione primaria. In questo modo possono perfezionare la formazione e diventare a pieno titolo “insegnanti di scuola di infanzia”.
Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, i diretti interessati non sono più disposti a questo stato delle cose, sostenendo che i decreti ministeriali consentono un’abbreviazione di carriera direttamente al terzo anno, ma persiste una situazione contraddittoria.
L’università riconosce che sono in possesso delle basi didattiche e teoriche triennali ma allo stesso tempo richiede che completino un percorso a ciclo unico quinquennale.
Il risultato è che chi ambisce a insegnare solo nella scuola dell’infanzia è obbligato a frequentare laboratori e sostenere esami di didattica delle discipline come matematica, italiano e scienze che sono strutturati e finalizzati unicamente alla scuola primaria.
La richiesta
Per questo i laureati chiedono che si attivi una laurea biennale abilitante per la scuola di infanzia specialistica cui possano accedere i laureati L-19. Un percorso finalizzato solo a chi vuole insegnare nella scuola dell’infanzia.
Se si arrivasse a questa soluzione, si eviterebbero i programmi della primaria, puntando sui due anni di magistrale sui laboratori e sui tirocini specifici per la fascia 3-6 anni. L’obiettivo è dare maggior peso alla triennale già conseguita, evitando agli studenti la frequentazione di doppioni burocratici o un percorso “ibrido” di 5 anni.
La situazione attuale racconta di scuole dell’infanzia statali e paritarie dove c’è poco personale abilitato. La conseguenza è che le scuole devono assegnare gli incarichi a supplenti senza titolo dalle MAD. In tutto ciò, tantissimi laureati L-19 sono privati di un canale di specializzazione adeguato.