La procedura di assegnazione delle supplenze 2026 sarà diversa da quella degli scorsi anni, in virtù di due novità importanti introdotte di recete dall’ordinanza di febbraio con cui il ministero ha dato il via all’aggiornamento biennale delle gps, in attesa del varo del regolamento nuovamente rinviato, che a questo punto dovrebbe essere pronto per il 2028.
Le novità dell’ordinanza
Ma se in un primo momento i sindacati avevano accolto la notizia del rinvio del regolamento come un tentativo di rimandare alcune questioni urgenti, l’ordinanza ha di fatto smentito questa circostanza contenendo una serie di novità attese da tempo, ma anche qualche brutta sorpresa. La novità attesa da tempo riguarda l’aggiornamento del sistema dell’algoritmo che finalmente sarà strutturato con un nuovo sistema di ripescaggio che scongiurerà il rischio di risultare rinunciatari per sedi non espresse.
La seconda novità, molto meno gradita, riguarda l’inasprimento delle sanzioni in caso di conferimento di supplenza e di successiva rinuncia. Proprio al combinazione di queste due novità comporta una revisione della strategia di scelta delle sedi in vista della presentazione della domanda per le max 150 preferenze di fine luglio.
I consigli dei sindacati
Se da un lato infatti bisognerà fare attenzione alle scelte fatte, considerato che poi non accettare comporta l’esclusione dalle supplenze, tranne quelle da graduatorie di istituto, per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie (quindi fino al 2028), dall’altro il nuovo sistema di ripescaggio dell’algoritmo consentirà di esprimere davvero le scelte preferite, non essendoci più la necessità di allargare le proprie preferenze per il timore di risultare rinunciatari involontari per sedi non espresse come accadeva in passato.
Il consiglio dei sindacati quindi, valido per gli anni passati ma ancora di più per il prossimo algoritmo, è quello di inserire soltanto ciò che si è realmente disposti ad accettare. La strategia dovrebbe prevedere la scelta a partire da scuole o comuni maggiormente desiderati per poi allargare il campo inserendo preferenze più ampie come distretti o intera provincia. Senza dimenticare il presupposto che bisognerà inserire solo sedi che si è davvero disponibili a raggiungere.