Non solo Corsi Indire per la specializzazione abbreviata dei docenti con tre anni di servizio e titolo estero, ma anche specializzazione sul sostegno per infanzia e primaria da conseguire direttamente nel corso di Laurea in Scienze della formazione primaria. È la proposta della Cisl Scuola, illustrata da Ivana Barbacci.
Lo squilibrio territoriale
Un intervento che, secondo il sindacato, permetterebbe di colmare la cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria, soprattutto in alcune aree del Paese. Un problema confermato anche dall’ultima nota del Ministero agli atenei, che anticipa la distribuzione dei posti per il prossimo TFA sostegno, in attesa del decreto ufficiale.
La stessa nota ha evidenziato il forte squilibrio territoriale e tra gradi scolastici, con l’ipotesi di zero posti per la secondaria di secondo grado, dato che attende conferma nel provvedimento definitivo.
Secondo Cisl Scuola, si tratta di una direzione corretta dopo anni segnati da un numero insufficiente di insegnanti specializzati sul sostegno, in particolare nella primaria e in alcune zone del territorio nazionale.
Il sindacato auspica inoltre che già a partire dal prossimo TFA “le Università dei territori con maggiore fabbisogno rendano concretamente disponibili i percorsi”.
L’inclusione degli alunni con disabilità
Per Barbacci, resta comunque ancora molto da fare sul fronte dell’inclusione degli alunni con disabilità, per migliorare un sistema che, pur essendo tra i più avanzati, è ancora caratterizzato da alti livelli di precariato sul sostegno e da problemi di continuità didattica.
Da qui la proposta di una riforma della formazione iniziale universitaria per infanzia e primaria, con l’introduzione della specializzazione sul sostegno direttamente all’interno della laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria, accompagnata anche dal superamento del numero chiuso, alla luce delle difficoltà crescenti nel reperire docenti qualificati.