Non c’è ancora una data di avvio della procedura per la presentazione delle domande finalizzate all’inserimento negli elenchi regionali per il ruolo, e non potrebbe essere diversamente, considerato che non è ancora stato pubblicato il decreto e che gli USR non hanno ancora reso nota la consistenza numerica delle graduatorie esistenti, come previsto dalla normativa.
La questione della privacy
Il decreto potrebbe anche chiarire un punto non esplicitato nella bozza, cioè l’eventuale pubblicazione delle graduatorie una volta costituite. Al momento, infatti, non c’è certezza che le graduatorie formate dopo la presentazione delle domande saranno pubbliche e consultabili da tutti.
Se da un lato i sindacati spingono per la massima trasparenza, dall’altro non ci sono ancora conferme da parte del ministero sulla pubblicazione integrale delle graduatorie.
L’ipotesi più accreditata, al momento, è che vengano pubblicati i posti residui dopo le immissioni in ruolo. Restano invece dubbi sulla possibilità di rendere visibili le posizioni individuali, anche per via dei limiti legati alla privacy.
Domande a maggio
Secondo la bozza del decreto, che non dovrebbe discostarsi molto dal testo definitivo atteso nei prossimi giorni, con apertura delle domande prevista a maggio, “ciascun USR pubblica gli elenchi di propria competenza, suddivisi per classe di concorso e tipologia di posto, in un’apposita area del sistema informativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in modo che siano consultabili dai soli interessati, dando altresì visibilità pubblica delle consistenze numeriche degli elenchi regionali”.
Questo dovrebbe significare che sarà pubblico il numero di candidati per classe di concorso, ma resteranno riservati i punteggi individuali.
Se verrà confermata anche una suddivisione per singolo concorso, gli aspiranti potranno avere indicazioni più precise per orientare le proprie scelte in vista del prossimo anno scolastico.