Doppio canale di reclutamento: difficile se i supplenti continuano a costare così poco per lo Stato

Per avviare una strategia di stabilizzazione dei docenti precari, è necessario ridurre la differenza di spesa per lo Stato tra docenti di ruolo e supplenti. È la ricetta che ribadisce l’onorevole Mario Pittoni, parlando di precariato storico e doppio canale di reclutamento.

Il risparmio per lo Stato

Tra i tanti motivi che impediscono alla scuola italiana di superare la storica supplentite che la affligge da anni, c’è sicuramente l’evidente convenienza per le casse dello Stato nell’assumere precari piuttosto che docenti di ruolo. Fino a quando queste due tipologie di spesa non si avvicineranno, sarà difficile convincere gli organi economici a stabilizzare gli insegnanti.

In ogni caso, dopo la fine della fase Pnrr (vicina, sono in pubblicazione le graduatorie del terzo e ultimo concorso nell’ambito degli accordi presi con l’Ue per l’assunzione mediante procedure a crocette) l’Italia potrebbe avere più margine di manovra in questo senso e potrebbe aprirsi uno spiraglio per il tanto agognato doppio canale di reclutamento.

La strategia, come ricorda Pittoni, sarebbe procedere con assunzioni strutturali da GPS trasformandole in GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo) sia sul sostegno che per posto comune. Nel frattempo il Governo si è impegnato con un ordine del giorno in ambito Legge di Bilancio a valutare la possibilità di ridurre o sospendere i concorsi scuola nel prossimo futuro come strumento per assumere i docenti.

Gli obiettivi già raggiunti

Nel frattempo negli ultimi mesi è stato comunque fatto qualche passo avanti in questa direzione, ed era tutt’altro che scontato: tra gli obiettivi già raggiunti Pittoni cita l’elenco idonei sul 30% dei posti che consentirà per i prossimi tre anni agli idonei Pnrr di concorrere al 30% dei posti a bando. Questo consente di non mettere un tetto alla percentuale degli idonei, considerato che hanno acquisito tutti il diritto di puntare al ruolo.

E poi si è ottenuto l’obiettivo degli elenchi regionali per il ruolo, definiti un momentaneo doppio canale di reclutamento docenti. Già a partire dal prossimo anno scolastico, gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi (esclusi per quest’anno quelli del Pnrr 3, potranno iscriversi tra un anno) potranno anche entrare negli elenchi regionali, aggiornando ogni anno la scelta fino all’assunzione a tempo indeterminato senza ulteriori prove concorsuali.