Il portfolio del docente è un fascicolo professionale digitale dell’insegnante, centrato soprattutto sulle competenze maturate nell’inclusione scolastica.
L’implicazione nella scuola
Non è, almeno per ora, una nuova graduatoria né un punteggio automatico per ottenere incarichi. È una misura inserita nel Piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, adottato con DPR 12 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2026. Il Piano è triennale e contiene varie linee di intervento su accessibilità, salute, lavoro, scuola, progetto di vita e monitoraggio delle politiche sulla disabilità.
Con questa nuova iniziativa il Ministero vuole costruire uno strumento in cui il docente possa documentare formazione, titoli, esperienze, competenze, attività svolte e percorso professionale, in particolare quando ha lavorato con alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali. Il Piano parla espressamente di un “portfolio professionale” su piattaforma digitale, utile a raccogliere la “storia formativa” del docente e a far emergere i campi in cui può dare il maggiore contributo alla scuola.
Questo portfolio potrebbe servire ai dirigenti scolastici per conoscere meglio il profilo professionale degli insegnanti e assegnarli alle classi in modo più coerente con le competenze possedute. L’e-portfolio dovrebbe essere messo a disposizione dei dirigenti come supporto alla scelta per l’assegnazione degli incarichi, valorizzando curriculum e competenze professionali.
Strumento non ancora operativo
Non è ancora uno strumento immediatamente operativo. Il Piano prevede tra le azioni prioritarie la formulazione di una proposta normativa e poi l’attivazione di una piattaforma digitale. Gli indicatori di risultato sono proprio due: attuazione dell’intervento normativo e attivazione della piattaforma telematica. Siamo davanti a un indirizzo politico-programmatico, non a una procedura già pronta da usare domani.
La misura ha anche un legame con il tema della continuità didattica. L’idea è che, se un docente ha maturato esperienza specifica sull’inclusione, quella competenza non resti invisibile o affidata solo al curriculum tradizionale, ma venga certificata, riconosciuta e spendibile anche in contesti scolastici diversi. Il Piano richiama infatti la necessità di certificare e valorizzare le competenze acquisite nel supporto agli alunni con disabilità.
Oggi molti docenti hanno esperienze importanti sull’inclusione, ma spesso queste restano disperse tra corsi, incarichi, anni di servizio, PEI, attività svolte e competenze pratiche non sempre leggibili. Il portfolio dovrebbe mettere ordine in tutto questo.
L’attuazione
La parte delicata sarà l’attuazione. Bisognerà capire chi potrà vedere il portfolio, quali dati saranno pubblici per l’amministrazione e quali resteranno riservati al docente, come verranno certificate le competenze e se questo strumento avrà effetti reali su incarichi, assegnazioni, continuità o valorizzazione professionale. Il Piano prevede una parte consultabile dall’amministrazione scolastica e una parte riservata, gestita direttamente dal docente.
E’ una misura pensata per riconoscere meglio il lavoro degli insegnanti sull’inclusione, non solo sulla carta ma attraverso una piattaforma digitale. Però per diventare concreta serviranno norme attuative, criteri chiari e una gestione attenta, altrimenti rischia di restare un altro adempimento burocratico.