Non basta più avere titoli e punteggio: il nuovo aggiornamento ha introdotto un confine netto legato all’età anagrafica.
C’è una soglia che, nell’aggiornamento delle GPS in corso (domande già presentate, uffici scolastici e scuole polo stanno valutando le domande stesse), rischia di pesare più dei titoli e del servizio: quella dei 67 anni. Con l’ordinanza del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il sistema delle supplenze ha introdotto un limite che fino a ieri restava sullo sfondo e oggi diventa decisivo.
Il criterio è secco: si entra solo se, al 1° settembre, non si è ancora raggiunta l’età prevista per il pensionamento d’ufficio. Non conta l’esperienza, non conta il punteggio accumulato negli anni. Se la soglia è superata, la porta si chiude.
Una linea che non guarda alla storia professionale
Il punto più delicato non è tanto il numero degli esclusi, quanto il principio. Il sistema delle GPS, costruito su titoli e servizio, introduce un filtro che prescinde completamente dal percorso professionale.
Chi ha lavorato per anni nella scuola, magari alternando periodi di servizio e pause, si trova davanti a una regola che non lascia spazio a valutazioni caso per caso. È un criterio anagrafico puro, che taglia trasversalmente tutte le posizioni.
Un fenomeno piccolo, ma simbolico
Gli over 67 non rappresentano una quota rilevante sul totale degli aspiranti, ma la loro presenza racconta molto del sistema scuola: carriere discontinue, rientri tardivi, necessità di continuare a lavorare oltre i tempi standard.
Il nuovo limite interviene proprio su questa fascia, ridisegnando i confini delle graduatorie senza incidere sui grandi numeri, ma cambiando il perimetro delle possibilità individuali.
L’eccezione che conferma la regola
Resta uno spiraglio, ma non passa dalle graduatorie. L’unica strada per superare il limite è quella giudiziaria: un ricorso, valutato caso per caso.
Non una procedura ordinaria, quindi, ma un’eccezione. E come tutte le eccezioni, non cambia la sostanza: per la prima volta in modo così esplicito, l’età diventa un criterio che decide chi può restare nel sistema e chi no. In un contesto già segnato da selezioni, punteggi e aggiornamenti continui, entra così un nuovo elemento. Silenzioso, ma definitivo.