La fine della scuola significa, per molti docenti precari (circa 250mila in tutto, con contratto in scadenza a giugno e in molti casi nuovamente assegnato a settembre) l’inizio di una lunga serie di incombenze legate alle graduatorie provinciali. Tra domanda per le max 150 preferenze, conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie, scorrimento della prima fascia GPS sostegno e mini call veloce, parlare di vacanze è spesso una parola grossa.
La fine delle lezioni
Sono tutte tappe di avvicinamento all’avvio dell’algoritmo di fine agosto che, quest’anno, sarà modificato con il nuovo sistema di ripescaggio, nella speranza di ridurre polemiche e contestazioni legate alle presunte ingiustizie delle assegnazioni degli anni passati.
La fine delle lezioni, invece, sarà reale soprattutto per studenti e famiglie, che iniziano già a guardare alle date ufficiali fissate dai vari calendari regionali, tra entusiasmo e organizzazione delle vacanze estive. Anche nel 2026, infatti, le chiusure non saranno uguali in tutta Italia, con differenze che in alcuni casi arrivano a oltre una settimana.
Le diverse date
Le prime regioni a concludere le attività didattiche saranno Campania, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, dove l’ultima campanella suonerà il 6 giugno 2026. Una scelta che permette di anticipare l’inizio delle vacanze rispetto ad altre aree del Paese.
Pochi giorni dopo toccherà a Calabria, Lazio, Lombardia e Sardegna, dove le lezioni termineranno l’8 giugno 2026. Il giorno successivo, il 9 giugno, sarà invece la volta di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria.
Le attività didattiche proseguiranno fino al 10 giugno in Basilicata, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento. Più lunga, invece, la permanenza in aula per gli studenti della Liguria, dove la fine delle lezioni è fissata per l’11 giugno.
Il calendario più esteso resta però quello della Provincia autonoma di Bolzano, dove gli studenti termineranno le lezioni il 16 giugno 2026, molti giorni dopo rispetto alla maggior parte delle altre regioni italiane.
L’autonomia regionale
Le differenze tra i calendari scolastici regionali dipendono dall’autonomia riconosciuta a Regioni e Province autonome nell’organizzazione dell’anno scolastico. Ogni territorio può infatti stabilire in modo autonomo il numero dei giorni di lezione, eventuali sospensioni aggiuntive e la distribuzione delle vacanze durante l’anno, purché venga rispettato il monte ore minimo previsto dalla normativa nazionale. Con appuntamento a settembre.
