Ha di fatto preso il via il TFA XI ciclo con la nota ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) pubblicata nei giorni scorsi. Il TFA si riferisce all’anno accademico in corso, nonostante stia per terminare.
La ripartizione dei posti
Adesso è possibile procedere con la pubblicazione dei bandi da parte dei singoli atenei, anche in virtù delle linee guida fornite dallo stesso ministero in merito alle necessità regionali e nazionali che determinano la distribuzione dei posti tra le varie università. Tocca quindi alle facoltà attivare i corsi e comunicare le date delle prove preselettive.
In tutto sono stati autorizzati 30.241 posti, utili per specializzare altrettanti docenti che andranno ad unirsi a quelli provenienti dai Corsi Indire, triennalisti e specializzati estero.
L’obiettivo del ministero è ridurre progressivamente il ricorso all’assegnazione di cattedre sul sostegno a docenti non specializzati, come avvenuto spesso in passato. Un’incongruenza, secondo alcuni, se si considera che parallelamente resta la possibilità di confermare docenti senza specializzazione su richiesta delle famiglie.
Precedenza al Nord
La ripartizione indicata dal ministero evidenzia una forte concentrazione dei posti sulla scuola primaria: circa due terzi del totale, pari a 21.202 posti.
Il motivo è chiaro: colmare la carenza cronica di docenti specializzati in questo grado, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, dove la difficoltà nel reperire insegnanti è più marcata.
Nessun posto è stato invece destinato alla secondaria di II grado, in virtù di una saturazione temporanea del fabbisogno.
Se da un lato si registra una maggiore attenzione verso il Nord, è altrettanto vero che anche al Sud alcune regioni potranno contare su numeri significativi, come Puglia (3.071 posti) e Campania (850 posti).
Intanto in vista dell’assunzione degli idonei 2026, il ministero ha deciso che darà precedenza a chi sceglierà la stessa regione del concorso scuola.