Pensioni scuola: errore INPS sulle aliquote, ricalcolo automatico e arretrati in arrivo per 40 milioni

L’INPS corregge un errore sulle pensioni di vecchiaia: previste verifiche automatiche, rimborsi e interessi per i trattamenti calcolati con criteri riduttivi non dovuti.

Un chiarimento arrivato con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026 dell’INPS annuncia la revisione di alcune pensioni già liquidate anche in ambito scuola. Secondo quanto comunicato dall’Istituto di previdenza, le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge di bilancio 2024 devono essere applicate esclusivamente alle pensioni anticipate, escludendo quindi i trattamenti di vecchiaia.

Inevitabile quindi la necessità di procedere a un riesame automatico delle posizioni in cui il calcolo sia stato effettuato con criteri non corretti. Cosa succede per i pensionati coinvolti? E’ previsto il riconoscimento delle somme non percepite, comprensive di arretrati, interessi legali e, nei casi previsti, rivalutazione monetaria.

Dove nasce l’errore e chi è coinvolto

Il problema riguarda in particolare gli iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con meno di 15 anni di contributi maturati al 31 dicembre 1995. Si tratta di categorie che comprendono lavoratori degli enti locali, della sanità, della scuola e degli uffici giudiziari.

Il quadro normativo di riferimento è quello definito dalla legge n. 213 del 2023, con ulteriori indicazioni già fornite nella circolare INPS n. 78 del luglio 2024. In seguito ulteriori approfondimenti condivisi con il Ministero del Lavoro e l’analisi dei ricorsi amministrativi, è stato chiarito definitivamente che il meccanismo riduttivo non si applica alle pensioni di vecchiaia.

Le aliquote ridotte restano valide solo per le pensioni anticipate, mentre per quelle di vecchiaia devono essere utilizzati i criteri precedenti.

Impatto economico e platea interessata

Non si conosce ancora il numero esatto delle pensioni che saranno oggetto di ricalcolo né l’ammontare complessivo dei rimborsi. Le stime diffuse durante l’iter della manovra indicavano però una platea ampia di trattamenti coinvolti dalla modifica delle aliquote: circa 31.500 nel 2024, 81.500 nel 2025 e oltre 147.000 nel 2026.

I dati fanno riferimento sia a pensioni anticipate sia di vecchiaia, senza distinguere quelle effettivamente colpite dall’errore. La revisione riguarderà quindi solo una parte di questo insieme, ossia le pensioni di vecchiaia liquidate dal 1° gennaio 2024 con un calcolo riduttivo non corretto.

Secondo una stima riportata da la Repubblica, le somme da restituire potrebbero arrivare fino a 40 milioni di euro, ma si tratta di una valutazione non ufficiale.

FAQ

1. Cosa cambia per le pensioni di vecchiaia dopo l’intervento dell’INPS?
Le aliquote ridotte introdotte dalla legge di bilancio 2024 non si applicano alle pensioni di vecchiaia, ma solo a quelle anticipate.

2. Chi ha diritto al ricalcolo della pensione?
I pensionati con trattamenti di vecchiaia liquidati dal 1° gennaio 2024 con criteri riduttivi non corretti.

3. Come avverrà la correzione degli errori?
L’INPS procederà con verifiche automatiche e riesame d’ufficio delle posizioni interessate, senza necessità di domanda.

4. Cosa spetta ai pensionati coinvolti?
Il pagamento degli arretrati non percepiti, con interessi legali e, nei casi previsti, rivalutazione monetaria.

5. Quali categorie sono maggiormente interessate?
Iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995, inclusi lavoratori di scuola, sanità ed enti locali.