Il responsabile Istruzione della Lega replica alle polemiche sui punteggi: “Basta guerre tra poveri nella scuola”.
La provocazione sui 12 punti
Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura al Senato interviene sulla questione dei percorsi di specializzazione per il sostegno e sulle polemiche scaturite dalla decisione di equiparare il punteggio dei Corsi Indire a quelli del Tfa. In un post pubblicato su Facebook, Pittoni prende posizione contro l’ipotesi di ridurre il punteggio attribuito a chi ha conseguito la specializzazione attraverso il percorso INDIRE.
“Qualcuno che ha speso migliaia di euro per il corso TFA di specializzazione sul sostegno, vorrebbe venissero tolti 12 punti a chi ha potuto accedere al meno oneroso (ma altrettanto valido formando sugli stessi crediti) corso INDIRE sostegno, vantando le tre annualità di esperienza specifica richieste”, scrive.
La questione riguarda l’equiparazione tra percorsi diversi – il TFA sostegno e il corso INDIRE riservato a chi ha maturato tre anni di servizio – e il punteggio riconosciuto nelle graduatorie.
Il paragone con i percorsi abilitanti
Pittoni fa un esempio: “Con lo stesso metro dovremmo allora togliere 12 punti pure a chi ha fatto il più agile corso abilitante all’insegnamento da 30 crediti formativi (anche in questo caso grazie ai tre anni di esperienza), invece di quello da 60 con 24 punti di bonus. Ovviamente la mia è una provocazione”.
Il riferimento è ai nuovi percorsi abilitanti da 30 e 60 CFU, che prevedono differenti carichi formativi ma riconoscimenti analoghi ai fini dell’accesso o del punteggio.
“Non penalizzare i colleghi più esperti”
L’esponente della Lega sottolinea il rischio di contrapposizioni interne alla categoria: “Ma aiuta a capire l’assurdità di certe proposte di chi vorrebbe penalizzare colleghi più esperti. Basta guerre tra poveri! L’egocentrismo fa male all’intera categoria”.
