Sono in partenza i Corsi Indire per la specializzazione sul sostegno, che costituiscono insieme al TFA il doppio canale di specializzazione voluto dal ministero per far fronte all’emergenza delle cattedre assegnate a docenti privi di titolo, come avvenuto negli ultimi anni.
Il doppio canale di specializzazione
Corsi di specializzazione oggetto di numerose critiche da parte di chi li ritiene inadeguati a preparare sul sostegno e a fornire una specializzazione che ha lo stesso valore del più complesso (e costoso) TFA sostegno. Polemiche che si sono acuite all’indomani della decisione del ministero di equiparare il punteggio per le GPS dei Corsi Indire a quello dei TFA.
Ma nonostante le polemiche, c’è chi ritiene i posti addirittura insufficienti rispetto al reale fabbisogno della scuola italiana. È il caso del sindacato Anief, che in seguito alla pubblicazione della Nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito che dà il via alle specializzazioni del secondo ciclo di formazione organizzate dall’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, sottolinea come ancora molto ci sia da fare.
I posti mancanti
Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, sostiene che i posti autorizzati, 22.200, sono insufficienti se rapportati al fabbisogno stimato, che sarebbe addirittura il triplo dei posti.
Secondo Anief, i posti messi a bando sono solo un terzo del necessario: ne mancherebbero 4.450 rispetto al bando iniziale e altri 8.513 del primo ciclo.
Per questo, l’appello del sindacato nei confronti del ministero è che si provveda subito a un aumento dei posti, se non già in vista del secondo ciclo, almeno in ottica del terzo ciclo che dovrebbe partire nei prossimi mesi.
La conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia
L’attenzione del ministero per la necessità di specializzare prima possibile un gran numero di docenti e scongiurare il rischio di assegnare cattedre per studenti con disabilità a insegnanti di sostegno senza titolo stride con il fatto che la nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, quest’anno confermata per il secondo anno consecutivo, consente la continuità didattica anche ai docenti privi di specializzazione.
