Entro fine 2026 nuovo rinnovo scuola: 1.600 euro di arretrati e aumenti del 5,4%

Le trattative devono ancora essere avviate, ma già i sindacati stilano le prime stime in vista del nuovo rinnovo di contratto scuola, di cui si inizierà a discutere dal prossimo 11 marzo. Come possono? Perché i fondi destinati al prossimo rinnovo di contratto, lato economico, sono già stati stanziati e annunciati dal ministro Valditara per il CCNL 2025-27.

Gli aumenti previsti

Gli aumenti previsti sarebbero del 5,4%, pari a 167 euro, il che comporterebbe arretrati medi di 1.600 euro. L’obiettivo di ministero e sindacati è quello di concludere la trattativa in tempi più brevi rispetto al recente passato, con lo scopo chiaro di chiudere l’accordo entro il 2026.

Centrali nel prossimo rinnovo di contratto la valorizzazione dei 100mila collaboratori dei dirigenti scolastici e il potenziamento del welfare. Si parlerà anche di buoni pasto, fino a qualche tempo fa chimera per i dipendenti della scuola e invece adesso sempre più al centro della trattativa.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara intende collegare la formazione all’acquisizione di competenze specifiche e incarichi aggiuntivi. Anief spiega che “sono proposte presenti nella nostra piattaforma sindacale, che insieme al Dipartimento Anief Ancodis ha appoggiato in passato l’idea di riservare la formazione incentivante al middle management e ora punta alla valorizzazione di diverse figure del personale docente e delle elevate qualificazioni”.

Gli arretrati in busta paga

C’è poi la parte di welfare contrattuale: “Anche sul welfare il nostro giovane sindacato ha appoggiato l’introduzione dell’assicurazione sanitaria e ora si punta a una specifica indennità per i lavoratori fuori sede, con detassazione delle spese di trasporto e di locazione, oltre che all’aumento del fondo della futura Carta servizi da destinare a tutto il personale scolastico, ATA compresi”.

Tornando alle cifre, si prospettano ulteriori aumenti rispetto a quelli già accordati con il recente rinnovo di contratto del 5,4% a partire dal prossimo anno. In busta paga circa 167 euro, calcolati escludendo l’1% dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata.

Come sempre poi ci sarebbero da saldare gli arretrati, in questo caso quelli per il biennio 2025-2026 di circa 1.600 euro in media. La trattativa potrebbe essere più veloce, considerato che le risorse risultano già stanziate per recuperare l’inflazione dell’ultimo triennio.