A chi domanda come mai c’è tanta attesa per la pubblicazione dell’ordinanza per le supplenze, si può rispondere senza paura di essere smentiti che la comunicazione delle date utili per la presentazione delle domande relative all’aggiornamento Gps è solo uno dei motivi. Ci sono anche altre novità nel meccanismo di assegnazione delle supplenze, e non ci riferiamo solo al nuovo sistema di ripescaggio dell’algoritmo, che finalmente accoglie le richieste di sindacati e docenti e coincide con l’orientamento recente dei tribunali che puntualmente accolgono ricorsi in tal senso.
La novità per le graduatorie di istituto
Una delle novità più attese consiste nel fatto che chi è in servizio su posto non intero potrà completare l’orario anche “spezzando” supplenze brevi e temporanee. Ora non resta che leggere la versione definitiva dell’ordinanza per averne conferma.
Si tratta del completamento orario da graduatorie d’istituto, che introduce, o è meglio dire introdurrebbe in attesa dell’ordinanza definitiva, una maggiore flessibilità per i docenti già in servizio su posti non corrispondenti a cattedra intera.
Completamento anche con supplenze brevi
Secondo quanto emerso nel confronto tra amministrazione e organizzazioni sindacali, dovrebbe essere consentito ai docenti con incarico parziale di completare il proprio orario anche attraverso la “spezzatura” di supplenze brevi e temporanee purché si tratti di incarichi a cui avrebbero titolo in base alla propria posizione in graduatoria.
Dal prossimo anno, quindi, una supplenza breve potrebbe essere suddivisa per consentire il completamento dell’orario a chi è già in servizio con un numero ridotto di ore.
Più flessibilità per chi è già in servizio
Si tratta di una modifica non secondaria. Fino ad oggi, il completamento risultava spesso complesso nei casi di incarichi brevi, con conseguente frammentazione delle disponibilità e difficoltà organizzative.
La possibilità di intervenire anche su supplenze temporanee è stata pensata per rendere più agevole il raggiungimento dell’orario pieno, ridurre il numero di cattedre scoperte, garantire maggiore continuità didattica agli studenti.