Quando si annuncia un rinnovo di contratto scuola si parla sempre di cifre lorde. Il che crea incertezza tra i beneficiari degli aumenti che vedono in quest’abitudine un tentativo di gonfiare le cifre, proponendo quelle che in realtà nelle tasche non vanno a finire, in virtù delle trattenute.
Arretrati e aumenti
Ma annunciare le cifre lorde è inevitabile e indispensabile, proprio per una questione di correttezza, perché le trattenute non sono uguali per tutti i dipendenti, anche se appartenenti allo stesso settore. E dunque parlare di cifre nette sarebbe, quello sì, impreciso e scorretto.
E’ il caso dell’ultimo rinnovo scuola firmato nelle scorse settimane, i cui aumenti e saldo degli arretrati arriveranno sui conti correnti dei docenti e del personale ata soltanto a gennaio o forse addirittura a febbraio. Non è infatti ancora stata annunciata una data certa per il pagamento di questi importi. L’unica certezza è che negli importi di gennaio arretrati e aumenti (e bonus una tantum) non sono stati inseriti. E dunque per ottenerli a gennaio servirà un’emissione speciale che per il momento non è stata annunciata. In caso contrario, se ne riparlerà a febbraio.
Gli importi netti
Quale sarà l’importo netto degli arretrati per i collaboratori scolastici? Anche in questo caso dipende dalle situazioni individuali. Per un collaboratore scolastico in classe 0, l’arretrato lordo sarà di 1.356,18 euro. Con una tassazione ordinaria del 23%, pari a circa 311 euro, l’importo netto stimato è di circa 1.045 euro.
Ci sono poi coloro i quali si trovano in classi stipendiali superiori. In questo caso, l’importo pro capite sarà più alto in proporzione, in base all’anzianità di servizio e agli scatti già maturati.