Buoni pasto docenti e ata: OdG approvato impegna il Governo a valutare l’inserimento nel CCNL Istruzione

Il 2026 potrebbe essere l’anno dei buoni pasto scuola. Dopo la firma sulla parte economica del rinnovo del contratto scuola, da gennaio si dovrà discutere dalla parte normativa, scissa proprio per accelerare sul fronte aumenti e arretrati (verranno pagati tra gennaio e febbraio). Fa parte della questione normativa anche quella dei buoni pasto docenti, beneficio per il personale scolastico ancora assente rispetto al resto dei contratti della pubblica amministrazione.

Obiettivo buoni pasto

La 7ª Commissione del Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l’inserimento del beneficio nel contratto collettivo 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca.

L’iniziativa, presentata dal Movimento 5 Stelle, è stata sostenuta da ANIEF e dal suo presidente Marcello Pacifico. Il documento richiama l’attenzione sul carico orario effettivo dei docenti, che varia dalle 945 ore annue nella scuola dell’infanzia alle 608 nella secondaria, a cui si sommano le attività collegiali e i consigli di classe. L’obiettivo adesso dei sindacati è ottenere dal Governo il riconoscimento dei buoni pasto al personale docente e ATA che superi le sei ore giornaliere di servizio, compatibilmente con le risorse disponibili.

Il lavoro non riconosciuto

La normativa vigente, in particolare il decreto legislativo 36/2023, disciplina il buono pasto come servizio sostitutivo della mensa e ne consente l’utilizzo anche in assenza di una pausa pranzo. Al momento, ed è l’elemento su cui fanno leva i sindacati, docenti e personale ATA restano l’unica categoria del pubblico impiego esclusa dal beneficio, in mancanza di una specifica previsione nel contratto di comparto.

Secondo un’indagine condotta dall’Università Cattolica di Milano su un campione di insegnanti ha evidenziato come il lavoro non riconosciuto superi di almeno il doppio quello formalmente previsto dal contratto. Fa riflettere che se tali ore fossero retribuite, il valore economico aggiuntivo supererebbe i 300 euro settimanali.